NASpI 2026: requisiti, importo, durata e come fare domanda

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Si tratta di una misura fondamentale del sistema di welfare italiano perché garantisce un sostegno economico temporaneo mentre si cerca una nuova occupazione.

Ogni anno migliaia di lavoratori fanno domanda di NASpI, ma spesso emergono dubbi su requisiti, importo, durata della prestazione e compatibilità con un nuovo lavoro.

In questa guida completa vediamo:

  • Chi ha diritto alla NASpI
  • Come si calcola l’importo
  • Quanto dura l’indennità
  • Come fare domanda online
  • Se è possibile lavorare mentre si percepisce la NASpI
  • Quali documenti servono
  • Gli errori più comuni da evitare

Tutte le informazioni sono basate sulle indicazioni ufficiali dell’INPS.

Cos’è la NASpI

La NASpI è un’indennità mensile erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro in modo involontario.

È stata introdotta nel 2015 con il Jobs Act e ha sostituito le precedenti forme di indennità di disoccupazione.

L’obiettivo è sostenere economicamente il lavoratore mentre cerca una nuova occupazione.

Chi ha diritto alla NASpI

Possono richiedere la NASpI:

  • lavoratori dipendenti del settore privato
  • apprendisti
  • soci lavoratori di cooperative
  • personale artistico con rapporto subordinato
  • dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato

Chi non può richiederla

Non hanno diritto alla NASpI:

  • dipendenti pubblici a tempo indeterminato
  • lavoratori autonomi
  • titolari di partita IVA
  • lavoratori agricoli (che hanno una indennità specifica)

Requisiti per ottenere la NASpI

Per ottenere la NASpI devono essere soddisfatti alcuni requisiti fondamentali.

1️⃣ Perdita involontaria del lavoro

La disoccupazione deve essere involontaria.

Sono quindi ammessi:

  • licenziamento
  • scadenza contratto a termine
  • dimissioni per giusta causa
  • risoluzione consensuale in alcuni casi

Non danno diritto alla NASpI:

  • dimissioni volontarie (salvo quelle date per giusta causa)

2️⃣ Stato di disoccupazione

Il lavoratore deve risultare disoccupato e disponibile al lavoro.

Questo comporta:

  • iscrizione al Centro per l’Impiego
  • disponibilità a partecipare a politiche attive del lavoro

3️⃣ Contributi versati

È necessario aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la disoccupazione.


Importo della NASpI

L’importo della NASpI dipende da:

  • retribuzione media degli ultimi anni
  • contributi versati

Il calcolo si basa sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.

Come si calcola l’importo

La regola generale è la seguente:

  • 75% della retribuzione media mensile
  • fino a una soglia stabilita annualmente

Se la retribuzione supera tale soglia, viene aggiunto il 25% della differenza.

L’importo massimo della NASpI è comunque soggetto a un tetto massimo annuale stabilito dall’INPS.

Esempio di calcolo NASpI

Immaginiamo questo caso.

Retribuzione media mensile:
1.600 €

Calcolo:

75% di 1.600 €

= 1.200 €

Se l’importo supera la soglia stabilita dall’INPS si applica una formula leggermente diversa, ma per molte situazioni lavorative questo esempio rappresenta una stima realistica.

Riduzione dell’importo nel tempo

La NASpI non resta costante per tutta la durata.

Dal sesto mese di percezione (o dall’ottavo mese per chi ha più di 55 anni) l’indennità si riduce del 3% ogni mese.

Questo meccanismo serve a incentivare il reinserimento lavorativo.

Quanto dura la NASpI?

La durata della NASpI dipende dai contributi versati.

La regola è:

metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, quindi il periodo massimo è comunque di 2 anni.

Esempio

Se nei quattro anni precedenti hai lavorato:

  • 104 settimane (2 anni)

La NASpI durerà:

  • 52 settimane (1 anno)

Durata massima

La durata massima della NASpI è generalmente 24 mesi.

Quando decorre la NASpI

L’indennità decorre:

  • dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro
  • oppure dal giorno successivo alla domanda, se presentata dopo 8 giorni

Come fare domanda NASpI

La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla perdita del lavoro.

Può essere presentata:

  • online sul sito INPS
  • tramite patronato
  • tramite Contact Center INPS

Procedura online passo passo

  1. Accedere al sito INPS
  2. Entrare nell’area personale MyINPS
  3. Accedere con SPID, CIE o CNS
  4. Cercare il servizio NASpI
  5. Compilare la domanda
  6. Allegare eventuali documenti richiesti
  7. Inviare la richiesta

Dopo l’invio, l’INPS avvia la procedura di verifica.

Documenti necessari

Per presentare domanda NASpI servono generalmente:

  • documento di identità
  • codice fiscale
  • coordinate bancarie (IBAN)
  • lettera di licenziamento o cessazione contratto
  • ultima busta paga

In alcuni casi possono essere richiesti ulteriori documenti.

Tempi di pagamento

I tempi di pagamento della NASpI variano.

In media:

  • 30–60 giorni dopo la domanda

Successivamente il pagamento avviene mensilmente.

Lavorare durante la NASpI

Molti lavoratori si chiedono se sia possibile lavorare mentre si percepisce la NASpI.

La risposta è: dipende dal tipo di lavoro e dal reddito.

Lavoro subordinato

Se si trova un lavoro dipendente:

  • con contratto inferiore a 6 mesi → la NASpI può essere sospesa
  • con contratto superiore a 6 mesi → la NASpI decade

In base al reddito prodotto dal nuovo impiego la Naspi potrebbe non essere sospesa, ma rimodulata nell’importo, andando a integrare lo stipendio.

Lavoro autonomo

È possibile avviare un’attività autonoma durante la NASpI.

In questo caso:

  • il reddito deve essere comunicato all’INPS
  • l’indennità può essere ridotta

Anticipo NASpI

Chi avvia un’attività autonoma può richiedere: l’anticipo in un’unica soluzione della NASpI spettante (o restante). Attenzione, però, in questo caso non potrete avere rapporti di lavoro di tipo subordinato prima della scadenza del periodo previsto di NaspI, altrimenti dovrete restituire l’indennità ricevuta (fa eccezione il caso del rapporto di lavoro frutto dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa).

Questo incentivo è pensato per favorire l’autoimprenditorialità.

Ecco due paragrafi aggiuntivi coerenti con lo stile dell’articolo, pronti da inserire prima della sezione conclusiva.

NASpI e maternità

La NASpI è compatibile con alcune situazioni legate alla maternità, ma è importante distinguere i diversi casi.

Se una lavoratrice perde il lavoro e successivamente entra nel periodo di maternità, la NASpI viene sospesa durante il periodo di indennità di maternità obbligatoria. In questa fase infatti la lavoratrice percepisce l’indennità di maternità prevista dalla normativa, che sostituisce temporaneamente la disoccupazione.

Una volta terminato il periodo di maternità, la NASpI riprende automaticamente per il periodo residuo, cioè per il tempo che restava prima della sospensione.

Se invece la lavoratrice era già in maternità al momento della cessazione del rapporto di lavoro, la NASpI potrà essere richiesta al termine del periodo di maternità, sempre rispettando i requisiti contributivi previsti. In questo caso vi consigliamo di contattare l’INPS per sapere quale sia la procedura corretta da seguire, così da non sforare il termine di 68 giorni in cui va richiesta la NaspI

È importante ricordare che la maternità obbligatoria è considerata periodo coperto da contribuzione figurativa, quindi non penalizza il diritto alle prestazioni previdenziali.

NASpI e dimissioni del lavoratore

In linea generale le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI, perché la prestazione è destinata ai lavoratori che perdono il lavoro in modo involontario.

Esistono però alcune eccezioni importanti.

La NASpI può essere richiesta anche in caso di dimissioni per giusta causa, cioè quando il lavoratore è costretto a lasciare il lavoro per comportamenti gravi del datore di lavoro. Alcuni esempi sono:

  • mancato pagamento dello stipendio per un periodo superiore a 3 mesi
  • molestie o mobbing
  • variazioni peggiorative delle mansioni
  • trasferimenti illegittimi
  • condizioni di lavoro gravemente deteriorate

In questi casi le dimissioni non sono considerate volontarie ma forzate, e quindi il lavoratore mantiene il diritto all’indennità di disoccupazione.

Un altro caso particolare riguarda le dimissioni durante il periodo protetto di maternità (dalla gravidanza fino al primo anno di vita del bambino). Anche in questa situazione la lavoratrice ha diritto alla NASpI.

Dal 2023 anche i padri possono dare dimissioni volontarie ottenendo la NaspI, purché abbiano usufruito del congedo di paternità (10 giorni obbligatori ed eventualmente altro congedo parentale), sempre entro il compimento del primo anno di vita del bambino.

Per evitare contestazioni è fondamentale che le dimissioni per giusta causa siano documentate e formalizzate correttamente, preferibilmente tramite la procedura telematica prevista dal Ministero del Lavoro.

Obblighi del beneficiario

Chi riceve la NASpI deve:

  • partecipare alle politiche attive del lavoro
  • presentarsi alle convocazioni del Centro per l’Impiego
  • comunicare eventuali variazioni lavorative

Il mancato rispetto può portare alla decadenza dell’indennità.

Errori comuni da evitare

Molti problemi nella gestione della NASpI derivano da errori burocratici.

Presentare domanda in ritardo

La domanda deve essere presentata entro 68 giorni.

Superato questo termine si perde il diritto. Se il vostro contratto non viene rinnovato in un periodo di maternità contattate l’Inps per sapere quale sia la procedura corretta nel vostro caso, visto che altrimenti fareste domanda troppo tardi.

❌ Non comunicare un nuovo lavoro

Se si inizia un’attività lavorativa senza comunicarlo all’INPS si rischia:

  • revoca della NASpI
  • restituzione delle somme percepite

❌ IBAN errato

Un errore nelle coordinate bancarie può ritardare i pagamenti.

❌ Non controllare lo stato della domanda

È sempre consigliabile verificare lo stato della pratica nel fascicolo previdenziale.

NASpI e formazione professionale

Chi percepisce la NASpI può partecipare a:

  • corsi di formazione
  • programmi di reinserimento lavorativo
  • politiche attive del lavoro regionali

Questi percorsi servono a facilitare il rientro nel mercato del lavoro.

NASpI e dichiarazione dei redditi

La NASpI è considerata reddito imponibile IRPEF.

Per questo motivo:

  • deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi
  • viene certificata tramite Certificazione Unica INPS

Differenza tra NASpI e DIS-COLL

La DIS-COLL è un’indennità simile alla NASpI ma destinata ai:

  • collaboratori coordinati e continuativi
  • assegnisti di ricerca
  • dottorandi con borsa

Come controllare la propria NASpI

Tutte le informazioni sulla prestazione sono consultabili nel:

Fascicolo Previdenziale del Cittadino

Accessibile dal sito INPS.

Qui è possibile vedere:

  • stato della domanda
  • pagamenti effettuati
  • durata residua

Fonti ufficiali INPS

Le informazioni sulla NASpI sono disponibili nelle pagine ufficiali dell’INPS, tra cui:

  • guida NASpI sul sito INPS
  • circolari interpretative
  • messaggi annuali sulla prestazione
  • fascicolo previdenziale del cittadino

Consultare sempre le fonti ufficiali è importante perché alcune soglie e importi possono cambiare nel tempo.


Conclusione

La NASpI rappresenta uno strumento fondamentale di sostegno al reddito per i lavoratori che perdono il lavoro.

Capire requisiti, importo, durata e modalità di domanda permette di accedere correttamente alla prestazione e evitare problemi burocratici.

In sintesi:

  • è destinata ai lavoratori dipendenti disoccupati involontariamente
  • l’importo dipende dalla retribuzione precedente
  • la durata è legata ai contributi versati
  • la domanda deve essere presentata entro 68 giorni

Seguire attentamente la procedura e rispettare gli obblighi previsti consente di ricevere il sostegno economico previsto dalla normativa e affrontare con maggiore serenità il periodo di ricerca di una nuova occupazione.

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Laura Conti

Laura Conti è specializzata in prestazioni INPS, ISEE e strumenti di sostegno alle famiglie.

Nel corso degli anni ha sviluppato un approccio pratico alla materia, con l’obiettivo di aiutare le persone a capire concretamente cosa fare per ottenere bonus e prestazioni.

Su FiscoSOS scrive guide operative su:

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I suoi contenuti sono pensati per essere immediatamente utili e applicabili.

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