Bonus Renzi (Trattamento Integrativo): requisiti, come funziona e come richiederlo

Scopri tutto sul bonus renzi: cos’è, chi può richiederlo, requisiti aggiornati al 2026, importo, come ottenere il beneficio e le risposte alle domande più frequenti.

Il Trattamento Integrativo, comunemente ancora noto come “Bonus Renzi” o “Bonus 100 euro”, è una misura strutturale volta a ridurre il cuneo fiscale e sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti e assimilati. Nonostante le numerose riforme dell’IRPEF degli ultimi anni, l’agevolazione rimane una voce nella busta paga per milioni di italiani.

In questa guida aggiornata al 2026, spieghiamo requisiti, importi e modalità di erogazione.

Cos’è il bonus Renzi

Il Bonus Renzi è stato introdotto nel 2014 con il Decreto Legge 66/2014 per aumentare la busta paga dei lavoratori dipendenti dal reddito medio-basso. In origine si trattava di un credito Irpef riconosciuto direttamente al lavoratore sotto forma di 80 euro mensili.

L’obiettivo principale del bonus era sostenere il potere d’acquisto di chi ha un lavoro dipendente e ridurre la pressione fiscale su questa fascia di contribuenti.

Con la riforma fiscale del 2022 e il successivo accorpamento delle aliquote IRPEF, il bonus è stato stabilizzato per proteggere i redditi medio-bassi. Non si tratta di una detrazione (che riduce le tasse), ma di un erogazione diretta di denaro (credito d’imposta) che aumenta il netto in busta paga per i lavoratori con redditi fino a determinate soglie.

A chi spetta

Il bonus è rivolto ai titolari di reddito da lavoro dipendente e alcune categorie assimilate, tra cui:

  • Lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato;
  • Soci lavoratori di cooperative;
  • Collaboratori con contratto Co.Co.Co.;
  • Stagisti e titolari di borse studio/lavoro;
  • Lavoratori in cassa integrazione, in mobilità o in NASpI (disoccupazione).

Nota Bene: Sono esclusi i pensionati e i titolari di partita IVA (lavoratori autonomi).

Requisiti di reddito e soglie 2026

Il diritto al bonus dipende esclusivamente dal reddito complessivo annuo ai fini IRPEF:

  • Reddito fino a 15.000 euro: Il bonus spetta in misura piena (1.200 euro annui), a condizione che l’imposta lorda dovuta sia superiore alla detrazione per lavoro dipendente (ovvero, bisogna trovarsi fuori dalla “no-tax area” minima).
  • Reddito tra 15.000 e 28.000 euro: In questa fascia, il bonus non è più automatico. Spetta solo se la somma di determinate detrazioni (per carichi di famiglia, interessi mutuo casa, spese sanitarie, ristrutturazioni edilizie, ecc.) è superiore all’imposta lorda. In questo caso, il bonus serve a compensare la cosiddetta “incapienza fiscale”, fino a un massimo di 1.200 euro.
  • Reddito superiore a 28.000 euro: Il diritto al trattamento integrativo decade completamente.

Quanto vale il bonus

L’importo massimo è di 1.200 euro all’anno, solitamente ripartiti in quote mensili da 100 euro direttamente in busta paga.

Per chi guadagna tra 15.000 e 28.000 euro: l’importo viene ricalcolato a fine anno dal datore di lavoro o in sede di dichiarazione dei redditi in base alle detrazioni effettive.

Per molti lavoratori dipendenti, il bonus viene riconosciuto ogni mese direttamente in busta paga. In alternativa, può essere riconosciuto in sede di dichiarazione dei redditi come credito Irpef da detrarre sulle imposte dovute.

In particolare, se si cambia lavoro nel corso dell’anno o si hanno più occupazioni, e si prevede di superare i 28.000 euro o si è al limite, è possibile chiedere al datore di lavoro di non erogare il bonus mensilmente, per poi recuperarlo eventualmente in modo sicuro con il 730 dell’anno successivo.

Esempio pratico: un lavoratore con reddito lordo annuo di 14.500 euro ricevuto come unico reddito da lavoro dipendente vedrà nella busta paga un aumento di circa 100 euro netti ogni mese (o l’equivalente annualizzato).

Come richiederlo

In genere, il bonus Renzi viene riconosciuto direttamente dal datore di lavoro, che lo anticipa in busta paga a tutti i dipendenti che rientrano nei requisiti. Non è quindi necessario presentare domanda a meno che:

  • Non si siano avuti più rapporti di lavoro nel corso dell’anno;
  • Il datore di lavoro non abbia riconosciuto il bonus in automatico.

In questi casi si può recuperare il bonus tramite dichiarazione dei redditi (730): Se il datore di lavoro non ha erogato il bonus (o lo ha fatto parzialmente), o se si hanno avuti più contratti nello stesso anno, il credito maturato viene recuperato come rimborso tasse nel Modello 730.

Non è possibile presentare domanda presso INPS o altri enti; la procedura avviene sempre tramite il datore di lavoro o la dichiarazione fiscale.

Documenti necessari

Per ottenere o recuperare il bonus Renzi nella dichiarazione dei redditi occorrono:

  • Certificazione Unica (ex CUD), rilasciata dal datore di lavoro, che attesti i redditi percepiti;
  • Documentazione su eventuali altri redditi assimilati (stage, borse, collaborazioni);
  • Dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF) se necessario;
  • Documentazione su eventuali detrazioni per carichi di famiglia che possono influire sul calcolo del bonus.

Errori comuni da evitare

  • Non controllare il superamento della soglia di reddito: se si supera anche di poco il limite dei 28.000 euro annui, il bonus va restituito con la dichiarazione dei redditi.
  • Omettere di segnalare più rapporti di lavoro annuali: può risultare nel non riconoscimento (o doppio riconoscimento da più datori) e quindi correzione in dichiarazione.
  • Dimenticare la dichiarazione dei redditi quando il datore non ha applicato il bonus: se non lo si richiede in dichiarazione, si perde il diritto al recupero.
  • Confondere il bonus Renzi con altre agevolazioni (come il bonus Irpef straordinario per il Covid-19 o il bonus per figli a carico).

Domande frequenti

  • Cosa succede se il mio reddito supera i 28.000 euro? Il bonus Renzi decade e va restituito tramite dichiarazione, anche parzialmente, se già percepito.
  • Posso chiedere il bonus Renzi se ho una partita IVA? No, il bonus è valido solo per redditi da lavoro dipendente e assimilati. I titolari esclusivi di partita IVA non possono beneficiarne.
  • Il bonus viene dato automaticamente? Sì, se si ha un unico datore di lavoro. In caso di più rapporti, deve essere richiesto tramite dichiarazione dei redditi.
  • Serve l’ISEE? No, l’ISEE non è richiesto per il bonus Renzi che è legato solo al reddito dichiarato (Irpef) e alla tipologia di lavoro.
  • Il bonus sarà ancora attivo nel 2026? Sì, al momento il trattamento integrativo è confermato anche per il 2026 salvo modifiche legislative future.

Fonti e riferimenti ufficiali

Per verificare se hai diritto al bonus Renzi (trattamento integrativo), controlla il tuo reddito complessivo annuo e leggi la tua Certificazione Unica. Se rientri nei limiti, riceverai il bonus in busta paga senza bisogno di domanda. In caso contrario, puoi sempre recuperarlo tramite dichiarazione dei redditi. Per qualsiasi dubbio, consulta le fonti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS.

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Marco De Santis

Marco De Santis è un consulente specializzato in fiscalità e agevolazioni pubbliche.
Da anni segue l’evoluzione della normativa italiana su bonus, detrazioni fiscali e strumenti di sostegno al reddito.

Su FiscoSOS si occupa di:

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Il suo obiettivo è rendere comprensibili anche i temi più complessi, fornendo informazioni chiare, aggiornate e basate su fonti ufficiali.

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