Il bonus pubblicità è un credito d’imposta strutturale destinato a sostenere le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa. Sebbene introdotto per stimolare il mercato durante la crisi, dal 2023 è tornato alla sua configurazione ordinaria, più selettiva rispetto al periodo emergenziale.
Il bonus è stato oggetto di varie modifiche nel corso degli anni: in questa guida aggiornata al 2026 vediamo cosa sapere oggi su come funziona il bonus pubblicità, chi può richiederlo e quali sono i requisiti e le modalità per presentare domanda.
Cos’è bonus pubblicità
Il bonus pubblicità è un’agevolazione fiscale che consiste in un credito d’imposta riconosciuto a chi effettua investimenti in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, anche online, e su radio e televisioni locali e nazionali non partecipate dallo Stato. La misura è nata con l’articolo 57-bis del Decreto Legge 50/2017.
La finalità principale era incentivare le imprese e i professionisti ad aumentare la spesa pubblicitaria rispetto all’anno precedente, supportando così sia il settore editoriale sia la crescita delle attività economiche attraverso una maggiore visibilità e promozione.
Chi può richiederlo
Ad oggi, possono richiedere il bonus pubblicità, indipendentemente dalla dimensione o dalla forma giuridica:
- imprese di qualsiasi dimensione, sia individuali che societarie;
- lavoratori autonomi;
- enti non commerciali, incluse le associazioni e fondazioni.
Non sono previsti limiti di reddito o di ISEE specifici per l’accesso al bonus. Tuttavia, il beneficiario deve essere in regola con gli adempimenti fiscali (DURC regolare, nessun debito verso lo Stato).
Esempio pratico: Un’associazione culturale che investe in una campagna pubblicitaria locale per promuovere un evento può, se rispetta i requisiti, presentare domanda per il bonus pubblicità.
Requisiti oggettivi: dove investire
Nel 2026, l’agevolazione è limitata esclusivamente a:
- Stampa quotidiana e periodica, sia in formato cartaceo che digitale.
- Testate giornalistiche online, a patto che siano registrate presso il Tribunale o il ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) e abbiano un direttore responsabile.
Attenzione: Sono esclusi definitivamente gli investimenti su radio e TV (nazionali e locali), così come le spese per social media, Google Ads, volantini e cartellonistica.
Quanto vale il bonus
Il bonus pubblicità è concesso nei limiti delle risorse stanziate annualmente: se le domande superano il plafond, il credito viene ripartito proporzionalmente tra i richiedenti.
Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale dell’investimento.
- Condizione di accesso: È necessario che l’investimento complessivo nell’anno 2026 sia superiore di almeno l’1% rispetto a quanto speso nell’anno 2025 sulla medesima tipologia di media.
- Base di calcolo: Il 75% si applica solo sulla differenza tra la spesa del 2026 e quella del 2025, non sull’intero importo.
Esempio: > * Spesa 2025: 10.000€
- Spesa 2026: 12.000€
- Incremento: 2.000€ (superiore all’1%)
- Bonus spettante: 75% di 2.000€ = 1.500€ (salvo riparto proporzionale in caso di mancanza di fondi).
Come richiederlo
La procedura del bonus pubblicità è gestita dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate e la domanda si presenta esclusivamente online.
La procedura è divisa in due fasi, in entrambi i momenti sarà necessario accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS.
Prima fase:
- Prenotazione (dal 1° al 31 marzo 2026). Si invia una “Comunicazione per l’accesso”, indicando l’investimento che si prevede di effettuare nell’anno in corso.
- Compilare la comunicazione indicando investimenti programmati e già effettuati.
Seconda fase
- Dichiarazione Sostitutiva (dal 1° al 31 gennaio 2027): Si invia la dichiarazione sostitutiva attestante gli investimenti effettivamente realizzati e pagati (autocertificazione).
Il credito diventa utilizzabile solo dopo la pubblicazione dell’elenco dei soggetti ammessi sul sito del Dipartimento, solitamente qualche mese dopo la chiusura della seconda fase.
Documenti e conservazione
Il richiedente deve conservare:
- Fatture elettroniche dettagliate.
- Attestazione di effettiva esecuzione: Una dichiarazione rilasciata da un soggetto abilitato (revisore legale, commercialista o CAF) che certifichi la regolarità delle spese.
- Documentazione dei pagamenti: Devono essere tracciabili (bonifici, carte di credito/debito).
Documenti necessari
Per richiedere il bonus pubblicità occorre tenere a disposizione:
- copia dei contratti relativi agli investimenti pubblicitari (ordine o contratto con la testata, radio, TV);
- fatture quietanzate (ovvero già pagate) relative alle spese sostenute;
- autocertificazione del legale rappresentante sul rispetto dei requisiti;
- dichiarazione sostitutiva (a consuntivo) da preservare in caso di verifica;
- identità digitale (SPID/CNS/CIE) per accesso ai servizi online.
Errori comuni da evitare
- Non rispettare la finestra temporale: la comunicazione va inviata solo a marzo; richieste fuori termine non vengono considerate.
- Non raggiungere la soglia minima: il bonus si applica solo sulla quota incrementale superiore dell’1% rispetto alle spese pubblicitarie dell’anno precedente.
- Mancanza di documentazione: mancanza di fatture quietanzate o contratti può far decadere il diritto.
- Dati discordanti tra programmazione e consuntivo: l’importo definitivo viene calcolato solo sulle spese realmente sostenute; le discordanze possono ridurre o annullare il credito.
Domande frequenti
1. Il bonus pubblicità esiste ancora nel 2026?
Sì, ma dal 2023 è tornata la disciplina “ordinaria” del credito d’imposta al 75% sugli investimenti incrementali su stampa e testate online.
2. Il bonus si può usare anche per pagine social e influencer?
No, il bonus pubblicità non finanzia campagne social o digital marketing non collegate a media registrati.
3. Serve partita IVA per ottenere il bonus pubblicità?
Sì, beneficiari devono essere soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, o enti non commerciali con codice fiscale.
4. Come si utilizza il credito d’imposta?
Il credito riconosciuto può essere usato in compensazione tramite modello F24 dopo il riconoscimento ufficiale ed esclusivamente in modalità telematica.
5. Cosa succede se le domande superano i fondi disponibili?
Il credito effettivamente utilizzabile viene ripartito proporzionalmente tra tutti i richiedenti ammessi secondo le risorse stanziate per l’anno.
Fonti e riferimenti ufficiali
Il bonus pubblicità resta una misura interessante per imprese, autonomi ed enti che desiderano aumentare la propria presenza sui media tradizionali. Ricordate di verificare ogni anno eventuali aggiornamenti normativi e consultate sempre le fonti ufficiali prima di attivare la procedura di richiesta: rispettare le scadenze e conservare correttamente documenti e fatture è fondamentale per non perdere questa opportunità.




