Il “Bonus Natale” è un’indennità una tantum introdotta originariamente per l’anno 2024 e soggetta a possibili proroghe. A differenza dei vecchi “bonus spesa” comunali, si tratta di un contributo economico accreditato direttamente nella busta paga della tredicesima per i lavoratori dipendenti.
Cos’è il Bonus Natale
Il bonus consiste in un’erogazione di 100 euro netti (riproporzionati in base ai giorni di lavoro nell’anno). Non è un bonus per tutti, ma è mirato ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi e carichi familiari.
Negli ultimi anni, il termine ha indicato diversi strumenti: bonus una tantum per famiglie, lavoratori dipendenti, percettori di reddito di cittadinanza o pensionati a basso reddito.
Ad esempio, tra il 2020 e il 2023 alcune misure temporanee sono state introdotte dal Governo per supportare le famiglie colpite dalla crisi. Tuttavia, è importante sapere che, ad oggi e per il 2026, non esiste un bonus natale generico strutturale previsto dalla normativa vigente. Eventuali strumenti simili vengono definiti di anno in anno da apposite leggi di bilancio o decreti specifici e possono assumere nomi diversi (come “bonus tredicesima”, “bonus spesa natalizio”, ecc.).
Se saranno previste nuove misure anche nel 2026, occorrerà attendere le indicazioni e i decreti attuativi ufficiali che ne definiranno modalità e requisiti.
Chi può richiedere il bonus natale
Poiché il bonus natale è stato in passato una misura temporanea, i beneficiari sono sempre stati individuati sulla base di specifici parametri di reddito o categoria. Di norma, i requisiti principali sono:
- <strongLimite ISEE: Spesso il bonus è riservato a nuclei familiari con ISEE inferiore a una certa soglia (es. 15.000 o 25.000 euro, variabile in base alla norma di riferimento).
- Residenza: Bisogna possedere la residenza in Italia.
- Categoria del beneficiario: In alcune misure, il bonus è rivolto a famiglie con figli minori, disoccupati, pensionati a basso reddito, lavoratori dipendenti con reddito basso o nuclei beneficiari di altri sostegni (es. reddito di cittadinanza).
Per sapere con esattezza chi può richiederlo, occorre sempre verificare il bando o il decreto istitutivo riferito all’annualità di interesse (2026).
Quanto vale il bonus natale
L’importo del bonus natale varia a seconda della misura attivata dal Governo o dagli enti locali. Negli ultimi anni, il bonus ha avuto nelle sue diverse versioni i seguenti valori:
- Contributo una tantum da 100 a 150 euro a persona o a famiglia (erogato in base alle risorse disponibili).
- Voucher spesa da utilizzare in supermercati convenzionati, con importi da 50 a 500 euro a nucleo familiare.
- Detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi per specifiche categorie (es. lavoratori dipendenti con basso reddito nelle festività).
Per il 2026, al momento non risultano approvate misure nazionali standard; eventuali bonus potranno essere determinati da nuove leggi o iniziative territoriali. Ricorda sempre di controllare i siti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate, Comune di residenza).
Come richiederlo
La procedura di richiesta del bonus natale varia in base alla misura prevista:
- Se è un contributo statale: tramite portale INPS o presentando domanda online con SPID, CIE o CNS.
- Se è un voucher comunale: domanda presentata via portale del Comune di residenza o personalmente presso uffici comunali.
- Se si tratta di una detrazione fiscale: inserimento delle spese o dei dati previsti all’interno del modello 730 oppure modello Redditi nella dichiarazione dell’anno successivo.
In tutti i casi, è fondamentale prestare attenzione a:
- Scadenze per la presentazione della domanda
- Corretto inserimento dei dati anagrafici e reddituali
- Verifica della pubblicazione delle graduatorie (dove previste)
Documenti necessari
Per ottenere il bonus natale vengono solitamente richiesti i seguenti documenti:
- Documento di identità in corso di validità
- Codice fiscale del richiedente e dei componenti del nucleo familiare
- Attestazione ISEE aggiornata
- Eventuali documenti che attestino la condizione di disagio (disoccupazione, handicap, ecc.)
- IBAN per l’accredito, ove necessario
- Permesso di soggiorno se cittadini extracomunitari
Consigliabile preparare la documentazione prima dell’apertura delle domande, per evitare ritardi e perdere il diritto al beneficio.
Errori comuni da evitare
- Errore nell’ISEE: Dichiarare un ISEE scaduto o incompleto comporta l’esclusione dal bonus.
- Dimenticare la scadenza: Presentare la domanda fuori termine annulla la possibilità di ricevere il contributo.
- Compilazione errata della domanda: Errori nei dati anagrafici, IBAN sbagliato o inesatto possono bloccare la domanda o il pagamento.
- Mancanza dei documenti richiesti: Invio incompleto della documentazione significa esclusione automatica.
- Affidarsi a canali non ufficiali: Presentare la domanda tramite siti non istituzionali espone a rischi di truffa e perdita dei dati personali.Per ottenere i 100 euro, il lavoratore deve soddisfare contemporaneamente tre requisiti (salvo aggiornamenti dell’ultima ora):
- Reddito: Reddito complessivo annuo non superiore a 28.000 euro. (Nota: il reddito dell’abitazione principale è escluso dal calcolo).
- Carico Familiare: Avere almeno un figlio fiscalmente a carico.
- Nota: Originariamente era richiesto anche il coniuge a carico, ma la norma è stata estesa anche ai conviventi e ai genitori single (nuclei monogenitoriali).
- Capienza Fiscale: L’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente deve essere superiore alla detrazione spettante per lavoro dipendente. In parole semplici: devi aver pagato abbastanza tasse perché il bonus possa essere applicato.
- Quanto vale il bonus
- L’importo massimo è di 100 euro. Tuttavia, la cifra esatta dipende dal periodo di lavoro: se sei stato assunto a metà anno, riceverai una quota proporzionale (es. 50 euro per 6 mesi di lavoro). Il bonus è esentasse: non concorre alla formazione del reddito imponibile.
- Come richiederlo (Procedura 2026)
- Il bonus non arriva in automatico. La procedura standard prevede:
- Domanda al Datore di Lavoro: Il lavoratore deve consegnare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui attesta di avere i requisiti di reddito e familiari, indicando il codice fiscale del figlio (e dell’eventuale coniuge/convivente).
- Settore Pubblico (NoiPA): Per i dipendenti pubblici, la richiesta solitamente si effettua tramite l’area riservata del portale NoiPA.
- Recupero in Dichiarazione: Se non hai ricevuto il bonus in busta paga pur avendone diritto, puoi richiederlo nel 730/2026 relativo ai redditi 2025.
- Documenti necessari
- Codice Fiscale: Del richiedente e dei figli a carico.
- Ultima Certificazione Unica (CU): Per verificare il limite dei 28.000 euro.
- Dichiarazione firmata: Modulo fornito dal datore di lavoro.
- Errori comuni da evitare
- Doppia richiesta: Se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti, il bonus spetta a uno solo dei due. Chiederlo entrambi comporterà il recupero forzoso della somma con sanzioni.
- Calcolo del reddito: Molti dimenticano di includere redditi da locazioni (cedolare secca) o altri redditi che concorrono alla soglia dei 28.000 euro.
- Lavoratori domestici: Colf e badanti non ricevono il bonus in busta paga dal datore di lavoro, ma devono recuperarlo esclusivamente tramite la dichiarazione dei redditi.
Domande frequenti
Devo presentare domanda ogni anno?
Di solito sì: il bonus natale, laddove previsto, prevede una domanda annuale. Se si tratta di bonus comunali o regionali, la procedura potrebbe cambiare ogni anno.
Serve l’ISEE aggiornato?
Sì, nella maggior parte dei casi serve un ISEE in corso di validità ed aggiornato al momento di presentazione della domanda.
Il bonus natale viene erogato automaticamente?
Generalmente no: è necessaria la presentazione della domanda, a meno che non si sia già beneficiari di una misura collegata riconosciuta automaticamente dagli enti (es. INPS per pensionati a basso reddito).
Posso presentare domanda se sono lavoratore autonomo?
Dipende dal bando specifico: molte misure sono riservate a famiglie, disoccupati o lavoratori dipendenti con basso reddito. Verifica sempre i requisiti nel bando ufficiale.
Ci sono bonus natale attivi nel 2026?
Al momento della pubblicazione di questa guida, non esistono bonus natale nazionali strutturali; eventuali nuovi bonus potranno essere inseriti nella legge di bilancio o tramite bandi comunali.
Fonti e riferimenti ufficiali
- INPS – www.inps.it
- Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – www.lavoro.gov.it
Conclusione
Verificare l’esistenza e le modalità d’accesso al bonus natale richiede attenzione, aggiornando costantemente le informazioni e consultando fonti ufficiali. Per il 2026, si consiglia di monitorare i siti di INPS, Agenzia delle Entrate e del proprio Comune, preparare in anticipo la documentazione necessaria e controllare abitualmente la propria situazione ISEE. Solo così potrai sapere se hai diritto di ricevere il bonus natalizio eventualmente previsto per l’anno.




