ATTENZIONE: Ad aprile 2026, il Bonus Acqua Potabile non è attivo per le spese sostenute negli anni 2024, 2025 o 2026. L’agevolazione è rimasta in vigore solo per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2023. Questa guida riassume le regole per chi deve gestire i crediti residui o consultare lo storico normativo.
Il bonus acqua potabile è un’agevolazione introdotta negli ultimi anni con l’obiettivo prioritario di incentivare l’utilizzo responsabile delle risorse idriche e di ridurre il consumo di bottiglie di plastica, promuovendo l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica per migliorare la qualità dell’acqua nelle abitazioni private e negli esercizi commerciali.
In questo articolo ti spieghiamo come funziona il bonus acqua potabile, chi può richiederlo, quali sono i requisiti, le modalità di domanda e gli errori più comuni da evitare.
Cos’è bonus acqua potabile
Il bonus acqua potabile non è uno sconto diretto sulla bolletta dell’acqua, ma consiste in un credito d’imposta previsto inizialmente dalla Legge di Bilancio 2021 (articolo 1, commi da 1087 a 1089 della Legge n. 178/2020) e successivamente confermato e prorogato anche per gli anni successivi, fino al 31 dicembre 2023. L’agevolazione nasce per favorire l’installazione di sistemi che permettono di migliorare la qualità dell’acqua destinata al consumo umano, installando dispositivi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e, ove previsto, addizione di anidride carbonica alimentare E290.
L’obiettivo è duplice: promuovere la sostenibilità ambientale, riducendo la plastica monouso, e aiutare famiglie e imprese a migliorare la qualità della propria acqua potabile.
Sebbene la misura sia stata molto apprezzata, ad oggi (giugno 2026) il bonus acqua potabile non risulta prorogato dopo il 2023, per cui le ultime spese agevolabili sono quelle sostenute entro il 31 dicembre 2023. È fondamentale informarsi su eventuali provvedimenti futuri consultando le fonti ufficiali.
Chi poteva richiederlo
Il bonus acqua potabile è stato disponibile per:
- Persone fisiche (privati cittadini residenti e non residenti in Italia)
- Imprese, lavoratori autonomi e enti commerciali
- Enti non commerciali (inclusi enti del Terzo settore e religiosi riconosciuti)
Non erano previsti requisiti di reddito o limiti ISEE per l’accesso al bonus: chiunque sostenga le spese rientranti nella tipologia prevista può farne richiesta, senza alcuna differenziazione di fasce di reddito. Tuttavia, è necessario che gli interventi riguardino immobili già esistenti (esclusi quelli in costruzione) e che le spese siano tracciate ed adeguatamente documentate.
Quanto vale il bonus
Il bonus acqua potabile consiste in un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di sistemi di:
- Filtraggio e mineralizzazione
- Raffreddamento
- Addizione di anidride carbonica alimentare E290
Sono previsti limiti massimi di spesa:
- 1.000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche
- 5.000 euro per ciascun immobile destinato ad attività commerciale o istituzionale
Questo significa, ad esempio, che una famiglia che acquista un depuratore per 900 euro potrà chiedere un credito d’imposta di 450 euro. L’ammontare effettivo riconosciuto, tuttavia, può essere rimodulato proporzionalmente nel caso in cui le richieste superino il plafond annuale stanziato dallo Stato.
Come richiederlo
La domanda per il bonus acqua potabile doveva essere presentata esclusivamente per via telematica, tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’ENEA (portale ufficiale), dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento della spesa. Ad esempio, per spese effettuate nel 2023, la domanda è stata presentata dal 1° al 28 febbraio 2024. Si accedeva tramite SPID, CIE o CNS.
A seguito della presentazione, l’Agenzia determinava la percentuale effettivamente spettante, comunicando l’esito entro 10 giorni dalla chiusura delle domande. Il credito era quindi utilizzabile in compensazione tramite modello F24 oppure, per le persone fisiche non titolari di partita IVA, poteva essere indicato nella dichiarazione dei redditi.
Attenzione: ad oggi (giugno 2026), non sono previsti nuovi termini per inviare richieste relative a spese sostenute dopo il 31 dicembre 2023.
Documenti necessari
Per dimostrare il diritto al bonus acqua potabile occorre conservare e, in caso di controlli, esibire i seguenti documenti:
- Fattura o ricevuta fiscale che attesti la spesa sostenuta
- Documentazione tecnica sull’impianto installato (scheda tecnica o certificazione del produttore)
- Prova del pagamento tracciabile (bonifico, carta di credito/debito, bancomat; non contanti)
- Comunicazione inviata all’Agenzia delle Entrate
- Eventuali ulteriori documenti richiesti in fase di domanda telematica
È sempre raccomandato archiviare tutta la documentazione per almeno 5 anni.
Errori comuni da evitare
Molte richieste di bonus acqua potabile sono state rifiutate o ridotte a causa di errori facilmente evitabili. Ecco alcuni dei più frequenti:
- Pagamenti in contanti: il pagamento deve essere tracciabile. Usare solo bonifico, carta, bancomat.
- Spese non documentate: mancanza di fattura o ricevuta fiscale valida. Attenzione anche alle fatture estere.
- Presentazione domanda fuori termine: la finestra annuale è limitata e non prorogabile.
- Installazione su immobili non esistenti: bonus è valido solo su edifici esistenti, non in costruzione.
- Mancanza di comunicazione all’Agenzia: è obbligatorio inviare la richiesta tramite area riservata nei termini previsti.
Nel dubbio, è sempre meglio consultare un commercialista o un intermediario abilitato.
Domande frequenti
1. Il bonus acqua potabile è ancora attivo nel 2026?
No, salvo novità legislative, il bonus riguarda solo spese sostenute fino al 31 dicembre 2023. Non sono previste nuove finestre nel 2026.
2. Si può ottenere il bonus per più immobili?
Sì, il credito d’imposta è calcolato sul singolo immobile, quindi è possibile presentare richiesta per ogni stabile in cui si esegue l’installazione.
3. Serve un requisito ISEE?
No, il bonus acqua potabile non prevede limitazioni di reddito: vale per chiunque effettui una spesa valida secondo i requisiti.
4. Come si usa il credito ricevuto?
Il credito va usato in compensazione con modello F24 o, per le persone fisiche, può essere inserito nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo alla spesa.
5. Quali sistemi rientrano tra quelli agevolati?
Sono ammessi solo dispositivi che migliorano la qualità dell’acqua mediante filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di CO2 alimentare E290.
Fonti e riferimenti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – Bonus acqua potabile
Chi ha sostenuto spese entro il 31 dicembre 2023 e ha rispettato i requisiti può ancora beneficiare del bonus acqua potabile, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per spese successive, al momento, non sono previste nuove proroghe. Il consiglio è di consultare regolarmente le fonti ufficiali per eventuali aggiornamenti futuri.




