L’assegno unico universale è il principale sostegno economico per le famiglie con figli in Italia. È riconosciuto mensilmente dall’INPS, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni dei figli, e sostituisce gran parte dei precedenti bonus per i figli.
In questa guida ti spieghiamo come fare domanda, chi ha diritto e quali sono le novità per il 2026.
Cos’è l’assegno unico e quando serve
L’assegno unico è un contributo economico mensile che spetta per ogni figlio a carico, a prescindere dalla condizione lavorativa dei genitori. L’importo varia in base all’ISEE, ma si può richiedere anche senza presentare l’ISEE, in questo caso verrà riconosciuto l’importo minimo previsto.
Quando fare richiesta per l’assegno unico
La domanda può essere presentata in qualsiasi momento. In generale è bene farla quando il bambino è già nato e si è in possesso del codice fiscale.
Di solito entro il 28 febbraio è necessario rinnovare l’ISEE, in modo da ottenere la cifra corretta. Se il sistema non trova un ISEE aggiornato si riceverà la cifra minima. Tuttavia, si ha tempo fino al 30 giugno per aggiornare l’ISEE e ricevere anche gli arretrati da marzo, dopo questa data si può comunque aggiornare il parametro del reddito, ma non verranno riconosciuti gli arretrati.
Quale dei due genitori riceve l’assegno unico?
L’Assegno Unico Universale per i figli a carico è destinato a entrambi i genitori che esercitano la responsabilità genitoriale. In fase di domanda, uno dei due genitori presenta la richiesta indicando il codice fiscale dell’altro genitore. L’INPS eroga l’assegno in misura pari tra i genitori.
È però possibile richiedere che l’assegno venga versato interamente solo a uno dei due, in questo caso l’altro genitore potrebbe ricevere una notifica INPS per approvare questa richiesta.
In caso di separazione o divorzio, se l’affidamento dei figli è condiviso, l’assegno viene suddiviso equamente tra i genitori, a meno che non sia stato stabilito diversamente. Se l’affidamento è esclusivo, l’assegno spetta interamente al genitore affidatario.
Come richiedere l’assegno unico
- Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.
- Entra nella sezione “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”.
- Compila il modulo online con dati anagrafici, IBAN e figli a carico.
- Invia la domanda e conserva la ricevuta.
Quando riceverò gli accrediti per gli ultimi due mesi di gravidanza?
L’assegno unico viene riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza (sostituendo in questo modo il vecchio bonus “premio natalità”), queste due mensilità verranno riconosciute con il primo accredito del bonus, quindi dopo la nascita del bambino.
Come aggiungere un figlio all’assegno unico
Se la famiglia si allarga e arriva un nuovo figlio, dovrai aggiornare l’ISEE, con il nuovo componente, accedere alla tua domanda attiva e selezionare “Variazione domanda”. Qui andrà inserito il codice fiscale del nuovo figlio.
L’INPS aggiornerà l’importo e calcolerà eventuali arretrati dal mese di nascita o di entrata nel nucleo.
Quali bonus sostituisce l’assegno unico?
- Assegni al nucleo familiare (ANF)
- Bonus bebè
- Premio alla nascita (bonus mamma domani)
- Detrazioni IRPEF per figli a carico (sotto i 21 anni)
- Assegni comunali maternità/nucleo familiare numeroso
L’assegno Unico è cumulabile con:
- Bonus nido
- Reddito di cittadinanza
- Bonus sociali, disabilità e altre agevolazioni locali
Quali sono le maggiorazioni previste nell’Assegno Unico Universale
L’Assegno Unico Universale prevede diverse maggiorazioni che aumentano l’importo base mensile in base alla composizione e alla condizione del nucleo familiare. Ecco le principali:
Figli minori di 1 anno: per ciascun figlio con meno di 12 mesi è prevista una maggiorazione fissa che si aggiunge all’importo ordinario.
Figli successivi al secondo: per il terzo figlio e oltre è prevista una maggiorazione specifica per ciascun ulteriore figlio.
Genitori entrambi lavoratori: se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro, è riconosciuta una maggiorazione sul totale.
Madre con meno di 21 anni: per ogni figlio minorenne di madre giovane è prevista una quota aggiuntiva.
Figli con disabilità: la maggiorazione varia in base al grado di disabilità e all’età del figlio, con importi più elevati per i minori.
Maggiorazione transitoria: riconosciuta ai nuclei familiari che percepivano ANF nel 2021, per non perdere il beneficio economico rispetto al nuovo sistema.
📌 Tutte le maggiorazioni vengono calcolate automaticamente sulla base delle informazioni contenute nell’ISEE e nella domanda. Per riceverle, è fondamentale dichiarare in modo accurato ogni elemento rilevante (es. condizione lavorativa, disabilità, età esatta del figlio).
Quando viene pagato l’Assegno Unico?
L’assegno unico viene pagato ogni mese, di norma a partire dalla seconda quindicina (dal 16 di ogni mese) ed entro la prima settimana del mese successivo a quello di erogazione.
Il 24 dicembre 2025 l’INPS ha pubblicato il calendario dei pagamenti dell’Assegno unico e universale per il 2026
Dove fare domanda
- Online: su www.inps.it
- Tramite Contact Center: 803.164 da fisso o 06.164.164 da cellulare
- CAF e Patronati: per assistenza gratuita
Costi, tempi e scadenze
- Presentazione gratuita
- Pagamento mensile sul conto corrente indicato
- Decorrenza dal mese successivo alla domanda
- Rinnovo automatico, ma l’ISEE va aggiornato ogni anno
Domande frequenti
Dove va allegato l'ISEE per l'Assegno Unico?
L’ISEE non va allegato, il sistema trova automaticamente se sono presenti DSU in corso di validità. Quindi è necessario fare e rinnovare l’ISEE, ma non serve allegarlo alla domanda di Assegno Unico
Posso richiedere l’assegno unico senza ISEE?
Sì, ma riceverai l’importo minimo.
Devo rinnovare la domanda ogni anno?
No, ma devi aggiornare l’ISEE per non perdere la quota personalizzata.
Cosa devo fare se nasce un altro figlio?
Accedi alla domanda esistente e usa la funzione “Variazione domanda” per aggiungerlo.
L’assegno unico è compatibile con il bonus nido?
Sì, sono cumulabili
L’assegno unico universale è uno strumento essenziale per il sostegno alle famiglie. Richiederlo è semplice, veloce e gratuito.
Per maggiori informazioni consulta le FAQ ufficiali INPS o rivolgiti a un patronato.




