Come aprire una Partita IVA nel 2026: guida pratica

Se stai pensando di intraprendere una professione autonoma, come freelance o libero professionista, probabilmente avrai già sentito parlare di Partita IVA. Ma cos’è? A cosa serve? E soprattutto, come si apre?

In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere per aprire la Partita IVA nel 2026, passo dopo passo, evitando errori comuni e incomprensioni burocratiche.

Cos’è la Partita Iva e quando serve

La Partita IVA è un codice identificativo fiscale necessario per svolgere attività economiche in modo professionale e continuativo. Serve per emettere fatture, pagare imposte e contributi, e avere una posizione riconosciuta a livello fiscale.

Serve se vuoi:

  • Lavorare come freelance (copywriter, designer, sviluppatore, consulente, ecc.)
  • Offrire servizi come professionista (psicologo, architetto, avvocato, ecc.)
  • Vendere prodotti (fisici o digitali) in modo continuativo
  • Collaborare con aziende come autonomo e non come dipendente

⚠️ Se lavori in proprio anche occasionalmente, ma superi i 5.000 € lordi l’anno, è consigliato valutare l’apertura della Partita IVA.

Come si fa

Aprire una Partita IVA è gratuito e più semplice di quanto sembri, ma richiede attenzione in alcune scelte iniziali.

1. Scegli il tipo di attività

Identifica con chiarezza cosa farai: professione intellettuale (es. consulente), artigiano, commerciante o attività mista? Da qui dipende il tuo codice ATECO, che definisce l’ambito fiscale e contributivo.

👉 Esempi:

  • 74.90.99 – Altre attività professionali nca (per freelance generici)
  • 62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione (per sviluppatori)

2. Scegli il regime fiscale

Quando apri la Partita IVA, devi scegliere un regime fiscale, cioè il modo in cui calcolerai e verserai le tasse e gli adempimenti contabili da rispettare. Nel [anno_corrente] le principali opzioni sono:

Regime forfettario (semplificato e agevolato)

Il regime forfettario è il più semplice e adatto a chi inizia, se rispetti questi requisiti:

  • Ricavi annui ≤ 85.000 €
  • Spese per dipendenti/collaboratori ≤ 20.000 €
  • Nessuna partecipazione in società o Srl

Vantaggi:

  • Imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni, se hai i requisiti per start-up)
  • Nessuna IVA, ritenute, studi di settore
  • Contabilità semplificata (niente bilancio, solo registri base)

Regime semplificato ordinario

Obbligatorio se superi i limiti del forfettario ma non i 500.000 € di ricavi annui (per i professionisti) o 700.000 € (per commercianti/artigiani).

Caratteristiche:

  • Paghi IRPEF in base agli scaglioni
  • Paghi IVA (con detrazioni)
  • Tieni la contabilità semplificata (registri IVA, incassi e pagamenti)

Quando conviene:
Se hai molte spese da scaricare (es. software, attrezzature, affitti), perché puoi dedurre costi e detrarre l’IVA.

Regime ordinario (contabilità ordinaria)

È il regime più completo, obbligatorio sopra certe soglie o per attività particolari.

Caratteristiche:

  • IRPEF a scaglioni + IVA + Irap (in certi casi)
  • Obbligo di tenere libri contabili, bilancio, scritture complesse
  • È il più oneroso ma anche il più flessibile

Quando conviene:
Solo in caso di attività strutturate, con dipendenti, fatturati elevati e necessità di investimenti significativi.

📌 Consiglio pratico:
Se sei un giovane laureato o stai iniziando un’attività da freelance, il regime forfettario è la scelta migliore per partire senza complicazioni. Ma se pensi di avere spese alte o prevedi di superare gli 85.000 €, valuta con un commercialista se conviene un regime ordinario.

3. Apri la Partita IVA

Puoi farlo:

  • Online, tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate
  • Tramite commercialista o consulente (consigliato se sei alle prime armi)

Dovrai compilare il modello AA9/12 indicando:

  • Codice fiscale
  • Codice ATECO
  • Regime fiscale
  • Dati anagrafici e luogo di svolgimento attività

4. Iscriviti alla gestione previdenziale INPS

  • Professionisti senza cassa → iscrizione alla Gestione Separata INPS
  • Professionisti con Albo → iscrizione alla cassa di riferimento (es. ENPAP, ENPACL, INARCASSA)
  • Commercianti/Artigiani → iscrizione alla Gestione Commercianti/Artigiani

💡 I contributi alla Gestione Separata variano in base al reddito (circa 26% sul reddito imponibile nel 2025).

5. (Facoltativo) Apri una PEC e firma digitale

Anche se non ancora obbligatoria per tutti i freelance, la PEC ti permette di comunicare ufficialmente con la PA. La firma digitale è utile per firmare contratti e inviare dichiarazioni.

Dove aprire la Partita IVA

  • 🖥️ Agenzia delle Entrate – apertura online: www.agenziaentrate.gov.it
  • 🧾 Commercialisti / CAF: possono guidarti nella scelta del regime e nell’apertura corretta
  • 📌 PEC: servizi Aruba, Register, PosteCert, ecc.
  • 🧠 Codici ATECO: consultabili su ateco.infocamere.it

Costi / Tempi / Scadenze

VoceCosto indicativoTempistiche
Apertura Partita IVAGratis (online)Immediata
Commercialista (facoltativo)150–300 €/annoDa concordare
INPS Gestione Separata26% sul redditoIn base alle scadenze fiscali
Imposta sostitutiva forfettari5% o 15%Da versare con F24
PEC5–15 €/annoSubito attivabile online

Domande frequenti

Posso aprire la Partita IVA anche senza avere clienti?

Sì. L’importante è che l’attività sia potenzialmente attiva e continuativa.

Serve un commercialista?

Non è obbligatorio, ma è caldamente consigliato all’inizio per evitare errori.

Posso lavorare con Partita IVA e contemporaneamente essere dipendente?

Sì, salvo incompatibilità contrattuali o limiti specifici nel tuo CCNL

Che differenza c’è tra freelance e professionista?

Il termine “freelance” è generico, “professionista” è chi esercita una professione (regolamentata o non).

Aprire una Partita IVA nel 2025 è il primo passo concreto verso la libertà professionale. Se sei un giovane laureato con competenze spendibili, avviare una carriera autonoma può darti flessibilità, autonomia e soddisfazione personale.

Non lasciarti scoraggiare dalla burocrazia: con un po’ di pianificazione, e magari il supporto di un commercialista, puoi partire col piede giusto.

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Marco De Santis

Marco De Santis è un consulente specializzato in fiscalità e agevolazioni pubbliche.
Da anni segue l’evoluzione della normativa italiana su bonus, detrazioni fiscali e strumenti di sostegno al reddito.

Su FiscoSOS si occupa di:

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spiegare le normative fiscali in modo accessibile

aiutare i lettori a orientarsi tra requisiti e procedure

Il suo obiettivo è rendere comprensibili anche i temi più complessi, fornendo informazioni chiare, aggiornate e basate su fonti ufficiali.

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