Chiudere una Partita IVA non è un fallimento.
È una scelta, spesso coraggiosa, che arriva in un momento di cambiamento: magari perché l’attività non funziona più come speravi, oppure perché hai trovato un contratto di lavoro subordinato e vuoi lasciarti alle spalle la gestione da autonomo.
Qualunque sia la tua situazione, in questa guida ti spieghiamo come chiudere la Partita IVA in modo corretto, senza rischi né sorprese fiscali, passo dopo passo.
Quando ha senso chiudere la Partita IVA?
Chiudere la Partita IVA può essere la scelta giusta se:
- Hai deciso di accettare un contratto da dipendente
- Non stai più fatturando da mesi o anni
- I guadagni non coprono più costi e contributi
- L’attività non ti dà più soddisfazione o serenità
- Vuoi prendere una pausa e forse ripartire in futuro
📌 Attenzione: tenere aperta una Partita IVA inattiva non è gratuito. Anche senza fatturare, puoi avere:
- Spese di gestione (commercialista, PEC, software)
- Obbligo di versare contributi se iscritto all’INPS Commercianti/Artigiani
- Sanzioni se non presenti la dichiarazione annuale
Come si chiude la Partita IVA (in pratica)
1. Compila il modello AA9/12
Questo modulo serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate la cessazione dell’attività. Puoi farlo:
- Online dal portale FiscoOnline, se hai SPID/CNS/CIE
- Tramite il tuo commercialista
- Di persona all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate
📌 Nella sezione “Cessazione dell’attività”, dovrai indicare:
- Il tuo codice fiscale
- Il numero di Partita IVA da chiudere
- La data di cessazione
🕓 La comunicazione va fatta entro 30 giorni dalla chiusura effettiva dell’attività.
2. Chiudi eventuali posizioni INPS o INAIL
Se sei iscritto a:
- Gestione Artigiani e Commercianti INPS
- INAIL per attività a rischio
…devi comunicare anche a loro la cessazione.
Puoi farlo:
- Online dal portale INPS
- Con l’aiuto di un CAF o consulente del lavoro
📌 Se sei iscritto solo alla Gestione Separata INPS, non serve fare nulla: il versamento si interrompe automaticamente se non fatturi più.
3. Conserva i documenti e chiudi le scadenze
- Conserva le fatture emesse (e ricevute), anche elettroniche
- Tieni copia della comunicazione di cessazione
- Prepara una dichiarazione dei redditi finale per l’anno di chiusura
📌 Anche se chiudi a gennaio, dovrai presentare la dichiarazione IVA e dei redditi l’anno successivo (per i giorni in cui l’attività è stata aperta).
Ci sono costi da sostenere?
Chiudere la Partita IVA non costa nulla, se lo fai da solo.
Se ti affidi a un commercialista, potresti pagare una parcella contenuta (es. 50–150 €), in base alla complessità della pratica.
📌 Ricorda però che potrebbero esserci ancora imposte o contributi da saldare relativi ai periodi precedenti la chiusura.
Domande frequenti
Posso riaprire la Partita IVA in futuro?
Sì. Non c’è alcuna penalizzazione. Potrai riaprirla in qualsiasi momento.
Devo presentare dichiarazioni anche dopo la chiusura?
Sì, l’anno successivo dovrai chiudere le dichiarazioni fiscali dell’anno in cui hai lavorato
Devo chiudere anche la PEC?
Non è obbligatorio, ma se non la usi più ti conviene disattivarla per non pagarla inutilmente
Se non fatturo nulla, posso lasciarla aperta?
Meglio di no: potresti comunque avere obblighi fiscali e previdenziali da rispettare.
Chiudere la Partita IVA non è un addio definitivo: è una scelta consapevole per prenderti una pausa, cambiare strada o ripartire con più chiarezza.
📌 Fallo nel modo corretto: comunica la chiusura all’Agenzia delle Entrate, verifica la tua posizione INPS/INAIL, conserva i documenti e chiudi in serenità.




