Mantenere i figli comporta una serie di spese costanti da mettere in conto nel bilancio familiare: dalla retta dell’asilo nido fino alle tasse universitarie, passando per i libri di testo e i corsi sportivi. Fortunatamente, il Modello 730 offre diverse agevolazioni fiscali sotto forma di detrazioni che permettono di recuperare una parte significativa di questi investimenti.
In questo articolo di Fisco SOS analizziamo la detrazione per i figli a carico, facendo chiarezza sui requisiti reddituali, sulle spese ammesse per l’istruzione e lo sport, e su quali documenti devi conservare per ottenere il rimborso.
Chi viene considerato un “figlio a carico”?
Prima di analizzare cosa si può scaricare, è fondamentale capire quando un figlio è considerato fiscalmente a carico. La regola generale si basa esclusivamente sul reddito complessivo percepito dal figlio nell’anno solare di riferimento, indipendentemente dalla sua età o dal fatto che studi o sia disoccupato:
Fino a 24 anni di età: Il figlio è a carico se il suo reddito complessivo annuo non supera i 4.000,00 euro.
Dai 25 anni in su: Il figlio resta a carico solo se il suo reddito annuo non supera la soglia di 2.840,51 euro.
Nota importante sull’Assegno Unico: Dal 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito le vecchie detrazioni “fisse” per i figli a carico sotto i 21 anni in busta paga. Tuttavia, nel 730 sopravvive la possibilità di detrarre al 19% tutte le spese specifiche sostenute per loro, come scuola, università e sport, senza alcun limite di età, purché rispettino le soglie di reddito sopra indicate.
Cosa si può detrarre: Scuola, Università e Sport
Il paniere delle spese detraibili per i figli a carico è molto ricco e si divide principalmente in tre grandi aree:
Le spese per l’istruzione scolastica (Asilo, Elementari, Medie e Superiori)
Per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie (sia pubbliche che private) è possibile detrarre il 19% delle seguenti spese:
- Rette di iscrizione e frequenza.
- Mensa scolastica (anche se il servizio è gestito dal Comune o da dote esterna).
- Servizi integrativi come il pre-scuola, il post-scuola e il servizio di scuolabus.
- Gite scolastiche, borse di studio e corsi formativi deliberati dall’istituto (es. corsi di lingua interni).
Cosa NON si può detrarre: L’acquisto dei libri di testo scolastici, del materiale di cancelleria (quaderni, astucci, zaini) e i tablet/PC, che restano purtroppo a totale carico delle famiglie.
Però, attenzione ad eventuali Bonus Libri Regionale/Comunale: Le Regioni e i Comuni offrono bandi (con specifici limiti di ISEE) per ottenere rimborsi o libri di testo gratuiti.
Questo è un dubbio cruciale e una delle domande più frequenti che i genitori pongono ai CAF. La gestione del Bonus Nido (erogato dall’INPS) e della detrazione del 160 (nel 730) risponde a un principio tassativo dell’Agenzia delle Entrate: il divieto di doppio beneficio fiscale sulla stessa spesa.
In parole semplici, lo Stato non ti permette di scaricare dalle tasse un costo che ti è già stato rimborsato tramite un bonus.
Ecco il paragrafo di approfondimento specifico da inserire nell’articolo (puoi inserirlo subito dopo la sezione sulla scuola dell’infanzia), strutturato per coprire esattamente le due casistiche che hai menzionato:
Bonus Nido INPS e Detrazione 730: Come non perdere i rimborsi
La frequenza dell’asilo nido (pubblico o privato) dà diritto a una detrazione del 19% nel 730 su un tetto massimo di 632 euro annui per figlio. Tuttavia, moltissime famiglie richiedono anche il Bonus Asilo Nido erogato dall’INPS (l’assegno mensile che rimborsa le rette).
Come si coordinano queste due misure?
La regola d’oro è che non si può detrarre la quota di retta che è già stata rimborsata dal Bonus INPS. Vediamo i due scenari possibili:
- Caso 1: Il Bonus Nido copre il 100% della retta. Se il contributo mensile dell’INPS copre interamente il costo della retta dell’asilo (es. la retta è di 250€ al mese e l’INPS ti rimborsa 250€ al mese), non potrai richiedere alcuna detrazione nel 730. Quella spesa è già stata azzerata dall’aiuto di Stato e non può essere inserita tra le spese da scaricare.
- Caso 2: Il Bonus Nido copre solo PARZIALMENTE la retta. Se il Bonus INPS non copre l’intero costo (es. la retta mensile è di 400€ e il Bonus INPS ti rimborsa 272€ in base al tuo ISEE), la parte rimasta “scoperta” e pagata di tasca tua (nell’esempio, 128€ al mese) può essere portata in detrazione al 19% nel 730.Dovrai quindi calcolare il totale delle quote rimaste a tuo carico durante l’anno e inserirle nella dichiarazione, sempre entro il limite massimo complessivo di 632 euro.
Consiglio pratico per il CAF: Quando porti i documenti al consulente, consegna sia le ricevute di pagamento del nido, sia l’estratto dei rimborsi ricevuti dall’INPS. Sarà il professionista a fare la sottrazione per calcolare la cifra esatta da inserire nel 730 senza rischiare sanzioni.
Attenzione, queste indicazioni valgono anche nel caso in cui vi avvaliate di Bonus regionali (in concomitanza con quello INPS o meno)
Le spese per l’Università e gli studenti fuorisede
Per i figli che frequentano l’università, le agevolazioni sono ancora più consistenti:
- Tasse universitarie: Detrazione del 19% sulle rette di iscrizione per atenei pubblici. Per le università private, la detrazione spetta entro limiti massimi fissati annualmente dal Ministero in base alla zona geografica e all’area disciplinare.
- Canoni di locazione per studenti fuorisede: Se il figlio studia in un comune distante almeno 100 km da quello di residenza (e in una provincia diversa), i genitori possono detrarre il 19% dei canoni di affitto derivanti da contratti registrati.
Le spese per l’attività sportiva dei ragazzi
Lo Stato incentiva la pratica sportiva dei giovani offrendo una detrazione del 19% per l’iscrizione annuale e l’abbonamento a:
- Palestre, piscine, associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e strutture destinate alla pratica sportiva.
L’agevolazione spetta esclusivamente per i ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni.
Anche in questo caso, attenti a eventuali Bonus Sport previsti dalla Regione o dal Comune
Quanto si ottiene: Limiti massimi e franchigie
Le detrazioni per i figli a carico non sono illimitate, ma prevedono dei tetti massimi di spesa su cui calcolare il 19% di rimborso:
- Spese scolastiche (under 19): Il limite massimo di spesa detraibile è di 800,00 euro all’anno per ogni figlio. Significa che il rimborso massimo effettivo è di 152 euro a figlio.
- Affitti studenti fuorisede: Il tetto massimo di spesa su cui calcolare il 19% è di 2.633,00 euro all’anno. Il risparmio fiscale massimo è quindi di circa 500 euro.
- Attività sportive (5-18 anni): Il limite massimo di spesa è di 210,00 euro all’anno per ogni figlio. Il rimborso effettivo è di circa 40 euro a ragazzo.
Che cosa bisogna presentare: I documenti necessari
Per certificare queste spese al CAF o al Commercialista, e conservarle in caso di controlli, devi preparare:
- Per la mensa scolastica e i servizi scuola: Ricevute di pagamento (bonifici, bollettini postali o attestazioni rilasciate dal Comune/scuola) in cui siano indicati i dati dell’alunno, la causale del servizio e l’importo versato.
- Per le gite e i corsi scolastici: Ricevuta del versamento effettuato alla scuola. Se il pagamento è stato fatto direttamente all’agenzia di viaggi tramite la scuola, serve l’attestazione dell’istituto che certifica la spesa.
- Per l’università e l’affitto: Ricevute dei bonifici delle tasse universitarie; copia del contratto di locazione registrato e ricevute dei canoni di affitto pagati.
- Per lo sport: Ricevuta di pagamento o fattura rilasciata dalla palestra o piscina, che deve contenere obbligatoriamente: la causale (abbonamento/iscrizione), i dati fiscali della struttura, l’attività sportiva praticata e i dati anagrafici del ragazzo.
La regola della tracciabilità: Esattamente come per le spese mediche private, tutte le spese per scuola, università e sport devono essere pagate con metodi tracciabili (carte, bancomat, bonifici). Conserva sempre la ricevuta della transazione POS o l’estratto conto bancario insieme alla fattura o ricevuta!
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