Se sei una libera professionista, artigiana, commerciante o freelance e stai per diventare mamma, forse ti starai chiedendo:
“Ho diritto a un’indennità di maternità?”
“Come funziona se non ho un datore di lavoro?”
“Devo interrompere l’attività o posso continuare?”
La buona notizia è che anche le lavoratrici autonome hanno diritto alla maternità. In questa guida ti spiego come funziona, quanto si riceve e come fare domanda, in modo semplice e pratico.
Chi ha diritto alla maternità per lavoratrici autonome?
Hanno diritto all’indennità di maternità:
🔹 Le libere professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS
🔹 Le artigiane, commercianti e coltivatrici dirette iscritte alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS
🔹 Le iscritte a Casse professionali private (come ENPAM, INARCASSA, ecc. – in questo caso, le regole possono variare)
📌 Attenzione: è necessario essere in regola con i contributi INPS al momento dell’evento (gravidanza, parto, adozione).
Quando viene erogata?
L’indennità copre un periodo di 5 mesi:
👉 2 mesi prima della data presunta del parto
👉 3 mesi dopo il parto
L’erogazione avviene al termine del periodo di maternità e quando la tua posizione contributiva in riferimento al periodo sarà coperta (ad esempio, se il periodo finisce a maggio, dovrai aver già pagato i contributi relativi al mese di maggio).
⚠️ Durante il periodo di maternità puoi continuare a lavorare, ti spetterà comunque l’assegno di maternità
Quanto si riceve?
Dipende dalla gestione INPS a cui sei iscritta:
Se sei in Gestione Separata INPS:
- Ricevi l’80% del reddito medio giornaliero, calcolato sui contributi versati nei 12 mesi precedenti.
Esempio: se negli ultimi 12 mesi hai dichiarato 12.000 €, riceverai circa 800 € al mese per 5 mesi.
Se sei in Gestione Artigiani o Commercianti:
In questo caso si riceve l’80% dell’importo giornaliero di retribuzione per gli impiegati del settore, un valore che viene fissato ogni anno dallo stato.
Vediamo un esempio di calcolo del sussidio maternità nelle gestioni artigiani e commercianti
Se devi richiedere il congedo di maternità nel 2026 l’importo giornaliero fissato per quest’anno è:
- Artigiani e commercianti: 58,13 euro
- Pescatori: 31,85 euro
- Coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli professionali: 51,70 euro
L’importo giornaliero di sussidio maternità a cui hai diritto è quindi 46,50€ ovvero 58,13€ x 80%
In 5 mesi di maternità ci sono circa 100 giorni lavorativi, per questo avrai diritto a ei tuoi 5 mesi di congedo di maternità ci sono 100 giorni lavorativi, hai diritto a 4.650€ totali, ossia cica 930€ al mese per 5 mesi.
Come fare domanda
1. Accedi al sito inps.it, entra nell’area personale con SPID, CIE o CNS
2. Vai nell’area “Domanda maternità lavoratrici autonome”
3. Compila il modulo online, inserendo i dati anagrafici, la data presunta del parto o dell’adozione, e allega eventuali certificati
4. Invia la domanda, a questo punto ti arriverà una ricevuta e poi, se tutto è corretto, l’indennità verrà accreditata sul tuo conto
Hai tempo 12 mesi dall’ultimo giorno di maternità per presentare la domanda.
📌 In alternativa puoi rivolgerti a un CAF o patronato, che ti aiuterà gratuitamente con la procedura.
Domande frequenti
Posso continuare a lavorare durante la maternità?
Sì. A differenza delle dipendenti, le autonome possono continuare a lavorare durante i 5 mesi di maternità.
Devo chiudere la Partita IVA per ricevere l’indennità?
Assolutamente no. Basta essere regolarmente iscritta alla gestione INPS corrispondente.
Vale anche per chi lavora con contratto occasionale o ritenuta d’acconto?
No, in questi casi l’indennità non è prevista, a meno che non si versi alla Gestione Separata come lavoratrici autonome.
Quando arriva il pagamento?
In genere l’INPS paga in una o due tranche dopo l’approvazione della domanda, ma possono volerci alcune settimane.
Anche se sei autonoma, non sei sola: la legge prevede un’indennità per aiutarti durante la maternità, senza che tu debba fermarti per forza o rinunciare alla tua attività.
📌 Prepara in anticipo la documentazione, controlla i contributi INPS, e se hai dubbi chiedi a un patronato: è gratuito e ti segue passo passo.




