Bonus caldaie: requisiti, come funziona e come richiederlo

Scopri come funziona il bonus caldaie, chi può richiederlo, quali sono i requisiti e la procedura da seguire per ottenere il beneficio fiscale aggiornato al 2026.

Il bonus caldaie è una delle misure fiscali pensate per incentivare la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento con soluzioni più efficienti e a minor impatto ambientale. Grazie alla detrazione fiscale, consente ai cittadini di recuperare parte della spesa sostenuta per lavori che migliorano la classe energetica degli immobili.

Con la Legge di Bilancio 2025, però, le regole sono cambiate in modo significativo: le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili — gas, GPL, gasolio — non sono più agevolabili. Una svolta che risponde agli obiettivi della Direttiva europea Case Green e che rende fondamentale conoscere quali interventi danno ancora diritto alla detrazione.

Cos’è il bonus caldaie

Il bonus caldaie è un’agevolazione fiscale che permette ai contribuenti di recuperare, attraverso detrazioni IRPEF in dichiarazione dei redditi, una parte delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di nuove caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A. L’obiettivo del bonus è duplice: da un lato promuovere la sostituzione di apparecchiature obsolete, dall’altro contribuire concretamente alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano.

Fino al 2024, la detrazione si applicava anche alle caldaie a condensazione di classe A. Dal 1° gennaio 2025, invece, sono agevolabili solo gli impianti che non utilizzano esclusivamente combustibili fossili.

Quali impianti sono ancora agevolabili

  • Pompe di calore aria-acqua, aria-aria o geotermiche
  • Sistemi ibridi (pompa di calore abbinata a caldaia a condensazione)
  • Impianti a biomassa (caldaie a pellet, legna, cippato), con alcune limitazioni regionali
  • Sistemi di building automation per il controllo intelligente del riscaldamento

Quali impianti sono esclusi dal 2025

  • Caldaie a gas, anche se a condensazione e di classe A
  • Caldaie a GPL
  • Caldaie a gasolio
  • Qualsiasi impianto alimentato esclusivamente a combustibili fossili

Chi può richiederlo

Il bonus caldaie può essere richiesto da persone fisiche, proprietari o titolari di altro diritto reale sull’immobile oggetto degli interventi (come usufruttuario o nudo proprietario). Sono ammessi anche inquilini, comodatari e familiari conviventi del possessore.

  • Proprietari dell’immobile oggetto dei lavori
  • Titolari di altri diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, nuda proprietà)
  • Inquilini e comodatari
  • Familiari conviventi del possessore dell’immobile

Non sono previsti particolari limiti di reddito o valore ISEE per accedere al bonus caldaie classico, ma in caso di lavori in condominio per la sostituzione centralizzata delle caldaie, si applicano le regole specifiche degli interventi sulle parti comuni.

Il bonus spetta anche per le seconde case, con aliquote di detrazione differenziate rispetto all’abitazione principale.

Esclusione delle caldaie a gas dal 2025

Dal 1° gennaio 2025, le caldaie alimentate a combustibili fossili (gas, GPL, gasolio) sono escluse sia dall’Ecobonus che dal Bonus Ristrutturazioni, in attuazione della Direttiva europea Case Green.

Quanto vale il bonus

Tetto di spesa

Il limite massimo di detrazione per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale nell’ambito dell’Ecobonus è di 30.000 euro. Attenzione: si tratta del tetto della detrazione, non della spesa. Questo significa che con un’aliquota del 50%, la spesa massima agevolabile è di 60.000 euro.

L’importo della detrazione riconosciuta dal bonus caldaie varia in base all’intervento:

Le aliquote di detrazione sono state modificate dalla Legge di Bilancio 2025 e variano in base all’anno e alla tipologia di immobile.

Tipologia immobileAliquota
Prima casa (abitazione principale)50%
Altri immobili (seconde case, immobili non residenziali)36%

Aliquote 2026-2027

Tipologia immobileAliquota
Prima casa36%
Altri immobili30%

Come viene erogato il rimborso

La detrazione viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Non è prevista l’erogazione in un’unica soluzione.

Le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura, molto utilizzate negli anni passati, sono state fortemente limitate dal 2024. Per il bonus caldaie, lo strumento principale resta la detrazione IRPEF diretta.

Esempio pratico: Mario decide di sostituire la vecchia caldaia a gas della sua abitazione principale con una pompa di calore aria-acqua nel 2025. La spesa complessiva è di 8.000 euro.

  • Aliquota applicabile: 50% (prima casa, anno 2025)
  • Detrazione totale: 4.000 euro
  • Detrazione annuale: 400 euro per 10 anni

Se Mario avesse installato la stessa pompa di calore in una seconda casa, l’aliquota sarebbe stata del 36%, con una detrazione totale di 2.880 euro (288 euro all’anno per 10 anni).

Come richiederlo

La richiesta del bonus caldaie non prevede l’invio di una domanda preliminare. La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF).

Passaggi fondamentali

  1. Eseguire i lavori con un installatore qualificato
  2. Pagare con bonifico parlante (bonifico bancario o postale che riporta causale del versamento, codice fiscale del beneficiario e partita IVA o codice fiscale dell’impresa)
  3. Inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori (obbligatoria per l’Ecobonus)
  4. Conservare tutta la documentazione
  5. Inserire le spese nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo

Un CAF o un commercialista può assistere nella compilazione della dichiarazione

Documenti necessari

  • Fatture o ricevute fiscali delle spese sostenute
  • Ricevute dei bonifici parlanti
  • Certificazione dell’installatore sulle caratteristiche tecniche dell’impianto
  • Scheda tecnica del prodotto installato (pompa di calore, sistema ibrido, ecc.)
  • Documentazione sui sistemi di termoregolazione o building automation, se presenti
  • Abilitazione edilizia, se richiesta dalla normativa locale (CILA/SCIA)
  • Visura catastale o altro documento che attesti il titolo sull’immobile
  • Dichiarazione di conformità degli impianti
  • Ricevuta della comunicazione ENEA

La documentazione deve essere conservata fino al termine del periodo di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate (generalmente 5 anni dalla dichiarazione in cui si è usufruito dell’ultima rata di detrazione).

Comunicazione ENEA

Per gli interventi che rientrano nell’Ecobonus, inclusa la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore o sistemi ibridi, è obbligatorio trasmettere i dati all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

La comunicazione si effettua online attraverso il portale dedicato. Il mancato invio comporta la perdita del diritto alla detrazione.

Errori comuni da evitare

  • Pagare senza bonifico parlante: i pagamenti in contanti, con carta di credito o con bonifico ordinario non danno diritto alla detrazione
  • Installare una caldaia a gas pensando di avere il bonus: dal 2025 le caldaie a combustibili fossili sono escluse
  • Dimenticare la comunicazione ENEA: senza questa trasmissione si perde il beneficio
  • Non conservare la documentazione: in caso di controllo, l’assenza dei documenti comporta la decadenza dall’agevolazione
  • Dichiarare spese per immobili non idonei: l’immobile deve essere esistente e regolarmente accatastato

Domande frequenti

Il bonus caldaie è cumulabile con altri incentivi?
No, in genere non è cumulabile con il Superbonus o con altri bonus specifici per le stesse spese. Va scelta una sola agevolazione tra quelle disponibili per il medesimo intervento.

Devo presentare domanda prima di iniziare i lavori?
No, non serve presentare una domanda. Tuttavia, per fruire della detrazione è indispensabile effettuare pagamenti tracciabili e, se richiesto, inviare la comunicazione all’ENEA dopo i lavori.

Posso accedere al bonus caldaie per una seconda casa?
Sì, la detrazione spetta anche per le seconde case, salvo restrizioni specifiche nel caso di altri bonus cumulativi o normative locali particolari.

Cosa succede se vendo la casa dopo aver usufruito della detrazione?
Le rate residue non ancora utilizzate possono essere trasferite all’acquirente o trattenute dal venditore in base all’accordo tra le parti, come prevede la normativa sulle detrazioni edilizie.

Posso cedere il credito o avere lo sconto in fattura?
Dal 2024 la normativa è stata modificata e l’opzione di cessione del credito/sconto in fattura è stata fortemente limitata. Ad oggi, per il bonus caldaie si applica principalmente la detrazione IRPEF.

Qual è la differenza tra Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni per le caldaie? 
L’Ecobonus è specifico per interventi di riqualificazione energetica e richiede la comunicazione ENEA. Il Bonus Ristrutturazioni ha un ambito più ampio ma, dal 2025, anche in questo caso sono escluse le caldaie a combustibili fossili.

Fonti e riferimenti ufficiali

Il bonus caldaie resta un’agevolazione utile per chi vuole migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, ma dal 2025 le regole sono cambiate radicalmente. Le caldaie a gas, GPL e gasolio non danno più diritto alla detrazione: per beneficiare del bonus occorre orientarsi verso pompe di calore, sistemi ibridi o impianti a biomassa.

Prima di procedere con i lavori, è fondamentale verificare che l’impianto scelto rientri tra quelli agevolabili, rispettare la procedura di pagamento con bonifico parlante e non dimenticare la comunicazione ENEA. Con questi accorgimenti, il bonus caldaie può ancora rappresentare un aiuto concreto per ridurre i costi della transizione energetica domestica.

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Andrea Rizzi

Andrea Rizzi si occupa di servizi digitali e interazione con la Pubblica Amministrazione.

È specializzato nell’utilizzo di strumenti come SPID, CIE e portali online di INPS e Agenzia delle Entrate.

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