Il bonus prima casa è la principale agevolazione fiscale italiana volta a favorire l’acquisto dell’abitazione principale. Grazie a una drastica riduzione delle imposte, la misura sostiene chiunque desideri stabilirsi stabilmente sul territorio nazionale, con un occhio di riguardo per la sostenibilità economica dell’operazione.
Cos’è il bonus prima casa
Il bonus prima casa è un insieme di agevolazioni sull’acquisto della prima abitazione. Si tratta di un regime fiscale agevolato che riduce l’aliquota dell’imposta di registro o dell’IVA. Si applica agli immobili ad uso abitativo che non rientrano nelle categorie “di lusso” e mira a facilitare l’accesso alla proprietà per chi acquista la residenza principale.
Chi può richiederlo
Per accedere ai benefici, l’acquirente deve soddisfare precise condizioni soggettive e oggettive:
- Residenza: È necessario avere la residenza nel Comune dove si acquista l’immobile o trasferirvela entro 18 mesi dal rogito. Il termine si considera rispettato anche se l’acquirente lavora in quel Comune o se è un cittadino italiano residente all’estero (AIRE).
- Non possedere altri immobili nel Comune: Non bisogna essere titolari esclusivi (o in comunione con il coniuge) di diritti di proprietà, usufrutto o uso di un’altra casa nel territorio del Comune in cui si trova l’immobile da acquistare.
- Obbligo di alienazione: Non bisogna possedere altre case acquistate con il bonus su tutto il territorio nazionale. Eccezione: Se possiedi già una “prima casa”, puoi comprare la nuova con il bonus a condizione di vendere la vecchia entro 1 anno dal nuovo acquisto.
- Categoria catastale: L’immobile deve essere classificato nelle categorie da A/2 a A/7. Sono esclusi gli immobili di lusso: A/1 (signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli/palazzi storici).
Ad oggi non esistono limiti di reddito o ISEE per accedere al bonus prima casa: chi rispetta i requisiti sopra indicati può fare richiesta, indipendentemente dalla situazione economica o patrimoniale.
Quanto vale il bonus
L’agevolazione consiste principalmente nella riduzione delle imposte dovute sull’acquisto della casa. In particolare:
- Per chi acquista da privato: Imposta di registro al 2% (invece del 9%), imposta ipotecaria e catastale fissa di 50 euro ciascuna.
- Per chi acquista da impresa costruttrice: IVA al 4% (anziché il 10%), imposta di registro, ipotecaria e catastale di 200 euro ciascuna.
Ad esempio, se acquisti da un privato un appartamento da 200.000 euro, pagherai solo il 2% di tassa di registro, ovvero 4.000 euro invece di 18.000 euro; imposte ipotecaria e catastale saranno fisse a 50 euro ciascuna.
Se acquisti da un’impresa, l’IVA sarà solo del 4%, quindi 8.000 euro invece di 20.000 euro se la compravendita fosse senza agevolazioni.
Come richiederlo
La richiesta del bonus prima casa avviene direttamente al momento del rogito, cioè in sede di stipula dell’atto di acquisto davanti al notaio. Sarà il notaio a inserire una dichiarazione specifica nell’atto in cui si attesta il rispetto di tutti i requisiti.
Non è necessaria una domanda preventiva o una procedura online dedicata. Tuttavia, se si perde il diritto all’agevolazione (ad esempio, non si trasferisce la residenza entro 18 mesi), sarà necessario procedere con una comunicazione all’Agenzia delle Entrate e procedere con il pagamento delle imposte ordinarie maggiorate di sanzioni e interessi.
Documenti necessari
Per beneficiare del bonus prima casa, è richiesto di consegnare al notaio e conservare i seguenti documenti principali:
- Copia del documento d’identità e codice fiscale di acquirente e venditore
- Certificato di residenza attuale (se diverso da quello dell’immobile, impegno a trasferirla entro 18 mesi)
- Documentazione catastale dell’immobile (visura catastale, planimetria, atti di provenienza, ecc.)
- Eventuali certificazioni comprovanti situazioni particolari (ad esempio sentenze di separazione, in caso di divorzio)
- Documenti reddituali e patrimoniali, se richiesti dal notaio per valutazione generica (non strettamente necessari ai fini del bonus)
Errori comuni da evitare
Si perde il beneficio (dovendo restituire le tasse risparmiate con una sanzione del 30% e interessi) se si commette uno di questi errori:
- Trascurare il termine dei 18 mesi. Se non sposti la residenza nel Comune dell’abitazione entro 18 mesi perdi il diritto al bonus e dovrai pagare la differenza con penali.
- Comprare una seconda casa nello stesso Comune: spesso, chi possiede un altro appartamento nel Comune di acquisto si accorge tardi del vincolo e perde l’agevolazione.
- Trascrivere erroneamente le dichiarazioni in atto: una dichiarazione incompleta o sbagliata nel rogito può comportare la revoca automatica del beneficio.
- Vendita prima dei 5 anni senza riacquisto di altra prima casa: se vendi la prima casa prima di 5 anni senza acquistarne un’altra con le stesse agevolazioni perdi il beneficio e scattano tasse e sanzioni.
Domande frequenti
1. Posso richiedere il bonus prima casa se possiedo un altro immobile?
Solo se l’altro immobile non si trova nello stesso Comune e non è stato acquistato con il beneficio prima casa.
2. C’è un limite ISEE?
No, il bonus prima casa è indipendente dall’ISEE o dal reddito personale.
3. Cosa succede se vendo la casa nei primi 5 anni?
Se non acquisti entro un anno una nuova prima casa, perdi le agevolazioni e devi versare imposte ordinarie più sanzioni e interessi.
4. Cosa succede se eredito una casa con bonus prima casa?
La detenzione per successione non impedisce di acquistarne un’altra con le agevolazioni, purché tutti i requisiti siano rispettati per la nuova abitazione.
5. Il bonus vale anche per acquisto garage?
Sì, a condizione che l’acquisto del box o pertinenza sia contestuale e legato all’abitazione principale.
Fonti e riferimenti ufficiali
- Agenzia delle Entrate – Agevolazioni fiscali acquisto prima casa
- Scheda informativa Agenzia Entrate
- D.P.R. 131/1986 (Testo unico imposta di registro)
Conclusione
Il bonus prima casa è un’opportunità concreta per chi vuole acquistare la sua abitazione principale. Verifica attentamente di rispettare tutti i requisiti e informati con il tuo notaio o presso l’Agenzia delle Entrate per eventuali dubbi prima dell’acquisto: così potrai evitare errori che potrebbero costare caro e godere appieno dei vantaggi fiscali offerti dalla legge aggiornata al 2026.




