Il Superbonus, nato nel 2020 per rilanciare l’edilizia e l’efficienza energetica, ha raggiunto nel 2026 la sua fase conclusiva. Dopo anni di aliquote generose (110% e 90%), il quadro normativo è oggi estremamente restrittivo e focalizzato quasi esclusivamente sulla ricostruzione post-sisma.
Cos’è il Superbonus oggi
Nel 2026, il Superbonus non è più un incentivo generalizzato per tutti i cittadini. Si divide principalmente in due filoni:
- Superbonus aree terremotate: Resta l’unica forma di incentivo ad alta intensità per gli immobili situati nei comuni colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016.
- Transizione verso il “Green Deal”: Per il resto d’Italia, gli interventi di efficientamento energetico sono ora assorbiti dalle nuove versioni dell’Ecobonus e del Bonus Ristrutturazioni, in linea con le direttive europee sulle “Case Green”.
Si ricorda che, a partire dal 2025, la percentuale massima di detrazione è stata ulteriormente ridotta rispetto ai primi anni di applicazione. Attualmente, il superbonus è stato fortemente ridimensionato e il suo utilizzo è ammesso solo a determinate condizioni e con tempistiche stringenti.
Chi può richiederlo
Dimenticate il 110% generalizzato. Ecco la situazione attuale:
- Zone Terremotate: L’aliquota resta al 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025. Per il 2026 è previsto un regime di “decalage” o la transizione verso contributi diretti alla ricostruzione.
- Altri Condomini: Per chi ha iniziato i lavori negli anni precedenti, il 2025 è stato l’ultimo anno al 65%. Nel 2026 la detrazione decade o si trasforma in Ecobonus ordinario (generalmente al 36% o 50% a seconda della legge di bilancio corrente).
Ripartizione della detrazione: Per le spese sostenute nel 2025 e 2026, la detrazione deve essere ripartita obbligatoriamente in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
Per poter accedere alla richiesta è necessario il certificato tramite APE (Attestato di Prestazione Energetica) convenzionale pre e post intervent che attesti il doppio salto di classe energetica raggiunto grazie agli interventi.
SUPERBONUS 110%: chi può richiederlo nel 2026
L’accesso è limitato a:
- Condomini e proprietari di edifici plurifamiliari (da 2 a 4 unità) situati nei crateri sismici.
- Onlus, Organizzazioni di Volontariato (OdV) e Associazioni di Promozione Sociale (APS) che svolgono attività socio-sanitaria e assistenziale, con limiti molto rigorosi.
- Proprietari singoli solo se l’intervento è parte di un piano di ricostruzione post-calamità.
Nota Bene: Per le abitazioni unifamiliari (villette) al di fuori delle zone terremotate, il Superbonus 110% è ufficialmente chiuso.
Quanto vale il bonus
L’importo spettante tramite il superbonus dipende dall’anno di sostenimento delle spese:
- 110% per le spese sostenute nei periodi agevolati (principalmente tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2022, con proroghe per particolari categorie)
- 90% per le spese sostenute nel 2023 per abitazione principale e con ISEE inferiore a € 15.000 (in caso di unifamiliari)
- 70% nel 2024 e 65% nel 2025 per lavori condominiali, salvo ulteriori proroghe o restrizioni
Il bonus si applica sotto forma di detrazione IRPEF da ripartire generalmente in 4 rate annuali di pari importo (5 rate per spese sostenute dal 2022). Tuttavia, dal 2023 sono state fortemente limitate le opzioni dello sconto in fattura o della cessione del credito, che potrebbero non essere più disponibili per i nuovi interventi.
Esempio pratico: Se nel 2021 sono stati sostenuti 50.000 euro di spesa per un cappotto termico e si aveva diritto al 110%, si poteva detrarre fino a 55.000 euro dalle tasse. Per spese analoghe sostenute nel 2025, la percentuale scende al 65%, quindi la detrazione è di 32.500 euro.
Come richiederlo
La richiesta del superbonus si articola in una serie di passaggi, con adempimenti tecnici e fiscali:
- Verifica dei requisiti dell’immobile e del richiedente tramite un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra)
- Redazione dell’attestato di prestazione energetica (APE) ante e post-intervento
- Progetto e pratica edilizia se necessaria
- Esecuzione dei lavori da parte di imprese certificate
- Acquisizione delle asseverazioni e delle attestazioni dei tecnici
- Comunicazione dell’inizio e fine lavori, dove richiesto
- Pagamento delle spese tramite bonifico parlante
- Presentazione della documentazione al CAF o al commercialista, o in sede di dichiarazione dei redditi
Per chi ha diritto ancora allo sconto in fattura o alla cessione del credito (solo casi residuali ammessi), la procedura richiede comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate tramite apposito modello.
Documenti necessari
Per accedere al superbonus e dimostrare la spettanza della detrazione, occorre conservare:
- Attestato di Prestazione Energetica (APE) ante e post lavori
- Asseverazione rilasciata dai tecnici abilitati
- Pratica edilizia (CILA-S, SCIA, Permesso a costruire, ove richiesto)
- Fatture e bonifici parlanti delle spese sostenute
- Copia delle comunicazioni effettuate ai portali ENEA e ad altri enti competenti
- Autodichiarazione del possesso di requisiti soggettivi e oggettivi
- Comunicazione ad Agenzia delle Entrate in caso di sconto o cessione
Errori comuni da evitare
- Assenza di asseverazioni e APE: senza la documentazione tecnica obbligatoria si perde il diritto alla detrazione.
- Pagamenti non tracciabili: usare sempre il bonifico parlante specifico per detrazioni fiscali.
- Lavori eseguiti da imprese non abilitate: solo le imprese iscritte alle camere di commercio possono eseguire i lavori incentivati.
- Esecuzione di interventi non “trainanti”: la maggior parte degli interventi secondari (finestre, infissi, ecc.) devono essere abbinati a quelli principali (cappotto, caldaia).
- Comunicazioni incomplete o errate all’ENEA o all’Agenzia delle Entrate: si rischia il rigetto della richiesta.
Domande frequenti
Posso ancora accedere oggi al superbonus 110%?
Salvo casi molto particolari (ad esempio lavori già iniziati con comunicazione entro termini specifici), la percentuale di detrazione è oggi inferiore, salvo futuri aggiornamenti normativi.
È possibile cedere il credito o ottenere lo sconto in fattura?
Dal 2023 la cessione e lo sconto sono fortemente limitati ai soli casi previsti da specifici provvedimenti e per pratiche già avviate. Per i nuovi lavori la detrazione si ottiene principalmente tramite dichiarazione dei redditi.
Il superbonus copre anche interventi su seconde case?
Sì, ma con limiti: dal 2023 in poi si applica solo su immobili destinati ad abitazione principale (villette) o su parti comuni condominiali.
Quali spese non sono coperte?
Non sono ammesse le spese per mobili, arredi o ampliamenti volumetrici non strettamente legati all’efficienza energetica o alla sicurezza sismica.
Cosa succede se sbaglio la procedura?
Si rischia la perdita totale o parziale dell’incentivo, con obbligo di restituzione delle somme già detratte e possibili sanzioni.
Fonti e riferimenti ufficiali
- Agenzia delle Entrate: Superbonus
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy
- Portale Governativo Superbonus 110%
- ENEA – Superbonus
Il superbonus rappresenta ancora un’importante opportunità, principalmente per chi ha già avviato interventi nei tempi previsti o rientra nelle fattispecie ancora ammesse dal 2026. Per capire se si ha diritto al bonus è fondamentale consultare un tecnico abilitato, verificare i requisiti normativi aggiornati e leggere le circolari dell’Agenzia delle Entrate. La tempestiva raccolta della documentazione e una corretta compilazione delle pratiche sono la chiave per non perdere questa agevolazione fiscale.
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