Bonus facciate: requisiti, come funziona e come richiederlo

Scopri tutto sul bonus facciate: requisiti, come funziona, chi può richiederlo e come ottenerlo. Guida pratica aggiornata al 2026, con esempi ed errori da evitare.

Il bonus facciate è stato uno degli incentivi fiscali più apprezzati dagli italiani negli ultimi anni, pensato per favorire il recupero e il miglioramento delle facciate degli edifici.

Introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, ha suscitato subito molto interesse, consentendo ai proprietari di immobili di ottenere una consistente detrazione fiscale sulle spese sostenute per interventi di restauro e rinnovamento delle facciate esterne.

In questa guida aggiornata al 2026, vediamo cos’è il bonus facciate, chi può richiederlo, quali sono i requisiti e le modalità pratiche per richiederlo.

Cos’è il bonus facciate

Il bonus facciate era una detrazione fiscale introdotta con l’obiettivo di rilanciare il decoro urbano e incentivare la riqualificazione estetica degli edifici nelle città italiane. Permetteva di detrarre una quota consistente delle spese sostenute per interventi di recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici già esistenti.

In particolare, la misura puntava a migliorare le zone urbane esistenti, sostenendo interventi come la pulitura, la tinteggiatura, il consolidamento e il rinnovo delle facciate visibili da strade o suolo pubblico.

Attenzione: il bonus facciate non è stato più prorogato oltre il 2022. Dal 1° gennaio 2023 non sono quindi più accettate nuove domande.

Tuttavia, chi ha sostenuto correttamente le spese fino al 31 dicembre 2022 e rispetta le condizioni previste, può ancora beneficiarne in dichiarazione dei redditi secondo le modalità e le tempistiche prestabilite.

Chi può richiederlo

Possono usufruire del bonus facciate quei contribuenti che, fino al 31 dicembre 2022, hanno sostenuto le spese per il recupero o il restauro delle facciate esterne di edifici già esistenti situati in determinate zone urbane (zona A e B secondo il DM n. 1444/1968, generalmente centri storici e parti di città edificate). Sono inclusi:

  • Proprietari o nudi proprietari di edifici
  • Inquilini, usufruttuari, comodatari
  • Condomìni, per le parti comuni dell’edificio
  • Persone fisiche, enti pubblici e privati che non svolgano attività commerciale

Non sono previsti limiti di reddito o ISEE per accedere al beneficio. La detrazione spetta indipendentemente dalla situazione finanziaria del richiedente.

Quanto vale il bonus facciate

L’iniziale detrazione prevista era pari al 90% delle spese documentate, ma già dal 2022 la percentuale è scesa al 60%. La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo nell’ambito della dichiarazione dei redditi.

Ad esempio, se nel 2022 la spesa sostenuta per il rifacimento della facciata ammonta a 10.000 euro, la detrazione complessiva sarà di 6.000 euro, da suddividere in dieci quote annuali da 600 euro ciascuna.

Non è previsto un limite massimo di spesa, ma restano condizioni stringenti su tipologia di interventi ammessi e documentazione richiesta.

Come richiederlo

Chi ha effettuato lavori nel periodo di validità del bonus facciate può richiedere la detrazione direttamente in dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF) indicando le spese sostenute e allegando la prevista documentazione.

Non è necessaria una domanda online, ma occorre:

  • Effettuare i pagamenti con bonifico parlante (specificando causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA/codice fiscale dell’impresa)
  • Conservare fatture e ricevute dei pagamenti
  • Verificare che l’immobile sia in una delle zone urbane ammesse

Per interventi sulle parti comuni dei condomìni, sarà l’amministratore a fornire la certificazione delle spese sostenute e l’elenco dei beneficiari.

Documenti necessari

Ecco l’elenco dei documenti generalmente richiesti per fruire del bonus facciate:

  • Fatture o ricevute fiscali relative alle spese sostenute
  • Ricevute dei bonifici parlanti eseguiti per i pagamenti
  • Documentazione fotografica ante e post intervento (obbligatoria in base al tipo di lavori)
  • Permessi edilizi e dichiarazioni tecniche ove richiesto (CILA, SCIA, o altro titolo abilitativo)
  • Certificato di residenza fiscale
  • Documentazione dall’amministratore di condominio per lavori su parti comuni
  • Attestazione della zona urbanistica di appartenenza dell’immobile

Tutta la documentazione va conservata per almeno 10 anni in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Errori comuni da evitare

Ci sono alcuni errori frequenti che possono compromettere la possibilità di fruire del bonus facciate:

  • Pagare con metodi diversi dal bonifico parlante
  • Non verificare che l’immobile sia ubicato in zona A o B
  • Iniziare i lavori dopo la scadenza del bonus (dopo il 31 dicembre 2022)
  • Non conservare tutta la documentazione necessaria
  • Eseguire lavori non ammissibili (ad esempio su superfici non visibili da strade o suolo pubblico)

Esempio pratico: Se la fattura non riporta il dettaglio delle opere realizzate, o se il bonifico non è eseguito nei modi previsti, l’Agenzia delle Entrate può negare la detrazione.

Domande frequenti

1. Posso ancora richiedere il bonus facciate nel 2026?
No. Il bonus è stato disponibile solo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022. Tuttavia, le detrazioni già maturate sono utilizzabili in dichiarazione dei redditi negli anni successivi.

2. Devo presentare domanda formale per ottenere il bonus?
No, non serve un’apposita domanda. Basta inserire i dati corretti nella dichiarazione dei redditi e avere tutta la documentazione richiesta.

3. Quali interventi sono esclusi dal bonus?
Sono escluse le semplici opere di manutenzione su cortili o superfici non rivolte verso strada o suolo pubblico, così come gli interventi su immobili nuovi.

4. Il bonus facciate è cumulabile con altri bonus casa?
In generale sì, ma non per le stesse spese. Nel caso di lavori che beneficiano già di altre detrazioni fiscali per la stessa spesa (ad esempio Ecobonus), bisogna scegliere quale agevolazione applicare.

5. Cosa succede se ricevo un controllo dall’Agenzia delle Entrate?
È fondamentale avere tutti i documenti e i pagamenti regolari. In caso di irregolarità, l’Agenzia può revocare la detrazione e richiedere la restituzione delle somme.

Fonti e riferimenti ufficiali

Conclusione
Il bonus facciate è stato uno strumento prezioso per il decoro delle città italiane. Anche se oggi non è più attivo per nuove spese, chi ha effettuato i lavori entro il 2022 può ancora beneficiarne rispettando le regole ed evitando gli errori comuni. Per capire se si ha diritto al bonus, il consiglio è di verificare la tipologia di intervento, la zona urbanistica dell’immobile e di assicurarsi di possedere tutta la documentazione richiesta. In caso di dubbi, consulta sempre la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti al tuo consulente fiscale di fiducia.

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Marco De Santis

Marco De Santis è un consulente specializzato in fiscalità e agevolazioni pubbliche.
Da anni segue l’evoluzione della normativa italiana su bonus, detrazioni fiscali e strumenti di sostegno al reddito.

Su FiscoSOS si occupa di:

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Il suo obiettivo è rendere comprensibili anche i temi più complessi, fornendo informazioni chiare, aggiornate e basate su fonti ufficiali.

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