Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato riservato alle persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa o professionale con ricavi contenuti. È una soluzione ideale per liberi professionisti, freelance e piccoli imprenditori, che desiderano semplificare gli adempimenti fiscali e beneficiare di un’imposta sostitutiva ridotta.
In questa guida aggiornata al 2025 vediamo come funziona, chi può accedervi, le aliquote previste e le principali regole da rispettare.
Cos’è il regime forfettario e quando conviene
Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato introdotto per favorire le piccole attività economiche. Dal 2023 è accessibile a chi non supera gli 85.000 euro di ricavi annui.
I principali vantaggi sono:
- Tassazione agevolata con imposta sostitutiva al 15% (ridotta al 5% per le nuove attività)
- Nessuna applicazione di IVA
- Esonero dalla tenuta delle scritture contabili
- Minori obblighi dichiarativi
È particolarmente vantaggioso per chi ha pochi costi e non beneficia del meccanismo dell’IVA detraibile.
Come si aderisce
- Verifica i requisiti:
- Ricavi/compensi 2025 ≤ 85.000 €
- Spese per lavoro dipendente e collaboratori ≤ 20.000 €
- Non partecipi a società di persone, associazioni o Srl trasparenti
- Controlla l’assenza di cause di esclusione:
- No attività svolta prevalentemente verso ex datore di lavoro (ultimo biennio)
- No utilizzo diretto di beni aziendali di soggetti con cui hai rapporti
- Apri la partita IVA indicando il regime forfettario nel modello AA9/12
- Oppure: se hai già una partita IVA, comunica l’adesione nel quadro LM della dichiarazione dei redditi
- Applica il coefficiente di redditività alla somma dei ricavi:
- Varia in base al codice ATECO (es. 78% per professionisti, 40% per commercianti)
- Esempio: 40.000 € di ricavi * 78% = 31.200 € imponibili
- Calcola l’imposta sostitutiva:
- 15% dell’imponibile
- 5% per i primi 5 anni, se rispetti i requisiti start-up
- Versa le imposte tramite modello F24 alle scadenze previste
Dove farlo (portali e supporto)
Puoi gestire tutto tramite:
- 💻 Agenzia delle Entrate – per apertura e dichiarazioni
- 🧾 Commercialista o consulente fiscale – per assistenza su calcoli, codici ATECO, coefficiente di redditività
- 🧩 Software per dichiarazione dei redditi – se vuoi procedere in autonomia
Costi, tempi e scadenze
- Costi: non ci sono spese per aderire, ma è necessario versare le imposte dovute
- Versamenti:
- Acconto 1° rata: 30 giugno 2025
- Acconto 2° rata: 30 novembre 2025
- Saldo: entro il 30 giugno dell’anno successivo (2026)
- Uscita dal regime:
- Automaticamente se superi 100.000 € di ricavi
- Volontariamente tramite opzione in dichiarazione
Domande frequenti
Posso accedere al forfettario se ho anche un lavoro dipendente?
Sì, ma solo se i redditi da lavoro subordinato non superano i 30.000€ e l’attività non è prevalente.
Se supero gli 85.000 euro di ricavi, cosa succede?
Fino a 100.000 euro puoi restare nel regime, ma l’anno successivo dovrai passare al regime ordinario
Devo emettere fattura elettronica?
Sì, dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati, indipendentemente dai ricavi.
Devo applicare la ritenuta d'acconto?
No, i forfettari <strong>non subiscono né applicano ritenute d’acconto.
Il regime forfettario 2025 è una scelta intelligente per chi ha un’attività autonoma con ricavi contenuti e cerca semplicità gestionale e un carico fiscale ridotto.
Per valutare se è la soluzione giusta per te, consulta un professionista o visita il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.




