Hai appena aperto la Partita IVA o stai emettendo le tue prime fatture elettroniche? Se ti sei imbattuto nel campo “Codice destinatario” e non sai bene a cosa serve e dove trovarlo, sei nel posto giusto.
In questo articolo ti spieghiamo cos’è il codice destinatario, quando è obbligatorio, dove si inserisce e come ottenerlo, con un linguaggio semplice e concreto.
Cos’è il codice destinatario
Il Codice destinatario è un codice alfanumerico (composto da 7 caratteri) che serve al Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate per inoltrare la fattura elettronica al soggetto giusto: un cliente, un’azienda, una PA o un altro professionista.
In pratica, è una “strada digitale” che la fattura percorre per arrivare correttamente al destinatario.
🧠 Pensa al codice destinatario come all’“indirizzo” a cui consegnare la fattura elettronica.
Quando serve e quando no
Il codice destinatario è obbligatorio per tutte le fatture elettroniche verso:
- Aziende e professionisti con partita IVA (B2B)
- Pubbliche amministrazioni (B2G)
✅ Non è invece obbligatorio per le fatture a clienti privati (B2C), ma si inserisce comunque il codice “0000000” (sette zeri), accompagnato dal codice fiscale o PEC del destinatario.
Dove si inserisce nella fattura elettronica
Quando emetti una fattura elettronica con un software gestionale o tramite portale (es. Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate), troverai un campo chiamato:
“Codice destinatario” oppure “Codice SDI”
👉 Lì va inserito il codice del tuo cliente, che deve fornirtelo.
Se il cliente usa la PEC per ricevere le fatture elettroniche, allora puoi:
- Inserire 0000000 come codice destinatario
- Compilare il campo “PEC destinatario” con l’indirizzo PEC
Dove trovare il proprio codice destinatario
Se sei tu il destinatario della fattura e vuoi riceverla direttamente nel tuo software gestionale (es. Aruba, Fatture in Cloud, Zucchetti, ecc.), allora devi comunicare il tuo codice destinatario ai fornitori.
Ecco dove trovarlo:
- Nel portale del tuo provider di fatturazione
Vai nelle impostazioni del tuo account (es. Aruba, TeamSystem, Fatture in Cloud) → Sezione “Ricezione” o “Codice destinatario”. - Nel portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate
Puoi registrare il tuo codice destinatario e farlo associare automaticamente alla tua Partita IVA.
Link diretto: Fatture e Corrispettivi - Tramite il tuo commercialista
Se ti appoggi a uno studio per la gestione delle fatture, chiedi loro di fornirti il codice destinatario da comunicare ai fornitori.
Codice destinatario vs PEC: che differenza c’è?
| PEC | Codice destinatario |
|---|---|
| È un indirizzo email certificato | È un codice numerico/alfanumerico a 7 cifre |
| Ricevi la fattura come allegato | Ricevi la fattura direttamente nel gestionale |
| Va inserita insieme a “0000000” | Va inserita come unico canale di recapito |
| Più semplice, ma meno automatizzata | Più efficiente e professionale |
📌 Se vuoi una gestione automatica e centralizzata, è meglio usare il codice destinatario collegato a un software gestionale.
Se ricevi poche fatture o sei alle prime armi, la PEC può andare bene per iniziare.
Domande frequenti
Posso emettere una fattura senza codice destinatario?
No, è obbligatorio. Se non lo conosci, puoi inserire “0000000” e indicare la PEC del destinatario.
Devo avere un codice destinatario personale?
Solo se vuoi ricevere le fatture direttamente in un gestionale. Altrimenti puoi usare la PEC.
È gratuito?
Il codice destinatario è gratuito. Potresti però pagare l’abbonamento al software che te lo fornisce.
Il codice destinatario cambia?
No, ogni provider ha un suo codice fisso. Cambia solo se cambi fornitore del servizio di fatturazione.
Il codice destinatario è un elemento fondamentale per la fatturazione elettronica: indica al sistema dove recapitarla correttamente.
Anche se può sembrare tecnico, basta sapere dove trovarlo e quando usarlo, e tutto diventa più semplice.
📌 Ricorda: se emetti fatture elettroniche, chiedi sempre ai tuoi clienti il codice destinatario o la PEC.
Se ricevi fatture, registralo sul portale dell’Agenzia delle Entrate per non doverlo comunicare ogni volta.




