Assegno Unico ridotto a settembre 2026: controlli INPS sulle DSU con ISEE corrente, cosa fare e cosa sappiamo sugli arretrati

Se dal tuo estratto conto o dal fascicolo INPS risulta un Assegno Unico più basso del solito, potresti rientrare tra le posizioni coinvolte in una nuova campagna di controlli avviata dall’Istituto. Attenzione però: non si tratta di un taglio generalizzato, ma di una verifica mirata su specifiche domande.

Vediamo cosa ha comunicato l’INPS, chi riguarda, come regolarizzare la posizione e quali aspetti restano ancora da chiarire.

Cosa ha annunciato l’INPS

L’Assegno Unico e Universale è una prestazione parametrata al valore dell’ISEE del nucleo familiare. In asseCon una nota del 18 settembre 2026, l’INPS ha reso noto di aver avviato una campagna di controllo sulle domande di Assegno Unico e Universale relative al 2026 che sono associate a una DSU presentata per ottenere un’attestazione ISEE corrente. Dai controlli sono emerse alcune posizioni con possibili omissioni o incongruenze nei redditi autodichiarati, per le quali servono ulteriori approfondimenti.

Gli utenti interessati ricevono una comunicazione individuale (l’INPS aveva annunciato l’invio “nei prossimi giorni”). Essere selezionati per un controllo non equivale ad aver commesso un’irregolarità.

Perché l’importo può scendere al minimo

L’Assegno Unico dipende dall’ISEE del nucleo familiare. In assenza di un ISEE valido la normativa prevede l’importo minimo, che nel 2026 è di 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne. Le famiglie nella fascia più bassa (ISEE fino a 17.468,51 euro) ricevono invece importi molto più alti, che superano i 200 euro per figlio.

Per questo motivo l’INPS ha spiegato che, in attesa della regolarizzazione e della conclusione dell’istruttoria, l’importo può essere temporaneamente rideterminato come se mancasse un ISEE valido. L’effetto può riguardare i pagamenti a partire dalla mensilità di settembre 2026.

Il termine “dimezzato” può quindi trarre in inganno: l’entità della riduzione dipende dall’importo di partenza. Per chi era in fascia ISEE bassa la perdita può essere ben superiore al 50%, mentre per chi già percepiva importi vicini al minimo la differenza sarà minima o nulla.

Chi è coinvolto (e chi no)

Sono interessati i beneficiari con una domanda di Assegno Unico 2026 collegata a un ISEE corrente, per i quali l’INPS ha rilevato possibili incongruenze nei redditi dichiarati e ha inviato una comunicazione.

Non sono interessati coloro che non hanno un ISEE corrente e chi non ha ricevuto alcuna comunicazione. Chi non riceve l’avviso non deve presentare una nuova DSU solo a causa di questi controlli.

L’ISEE corrente serve ad aggiornare la situazione economica a seguito di eventi come la perdita o la riduzione del lavoro o un calo significativo del reddito. Proprio perché in questo caso i redditi sono in gran parte autodichiarati, è su di essi che si concentra la verifica.

Cosa fare se ricevi la comunicazione

Il primo passo è leggere con attenzione l’avviso (controlla anche l’area riservata sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, e le notifiche dell’App IO). A seconda del caso, le strade sono due.

1. Se hai riscontrato un errore o un’omissione nella DSU. Puoi aggiornare o correggere i dati presentando una nuova DSU, online con i servizi dell’INPS (compreso l’ISEE precompilato) oppure tramite un CAF.

2. Se ritieni che i dati dichiarati siano corretti. Non è necessario rifare la DSU: puoi rivolgerti alla struttura INPS territoriale competente e fornire la documentazione che conferma quanto autocertificato. La comunicazione indica quali elementi vanno chiariti; in generale può trattarsi di documenti che attestino i redditi del periodo interessato, come buste paga o Certificazioni Uniche, ma è l’avviso ricevuto a stabilire cosa serve nel tuo caso.

Va ricordato che l’attestazione ISEE che riporta omissioni o difformità resta comunque valida. La normativa consente di presentare una nuova DSU oppure di usare l’attestazione così com’è, fornendo la documentazione richiesta.

Arretrati e tempi: cosa non è ancora noto

È la domanda che preoccupa di più le famiglie: le somme non percepite verranno recuperate?

La riduzione è presentata dall’INPS come temporanea, in attesa della regolarizzazione e della chiusura dell’istruttoria. Tuttavia, al momento l’Istituto non ha indicato né i tempi né le modalità con cui saranno eventualmente conguagliate le somme non pagate, nel caso in cui la verifica confermi i dati dichiarati. Non esistono quindi, allo stato attuale, scadenze ufficiali sui tempi di rielaborazione né sui flussi di pagamento in cui potrebbero arrivare gli arretrati.

In assenza di indicazioni, la scelta più prudente è regolarizzare la posizione il prima possibile e monitorare gli aggiornamenti INPS.

Il consiglio di Fisco SOS: Non ignorare la segnalazione dell’INPS. Se hai notato il taglio sul conto corrente, accedi subito con SPID o CIE alla tua area riservata sul sito INPS nella sezione “Assegno Unico ed Universale” e consulta la cassetta postale per verificare la motivazione specifica del blocco e procedere alla rettifica nel minor tempo possibile.

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Laura Conti

Laura Conti è specializzata in prestazioni INPS, ISEE e strumenti di sostegno alle famiglie.

Nel corso degli anni ha sviluppato un approccio pratico alla materia, con l’obiettivo di aiutare le persone a capire concretamente cosa fare per ottenere bonus e prestazioni.

Su FiscoSOS scrive guide operative su:

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I suoi contenuti sono pensati per essere immediatamente utili e applicabili.

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